Creme solari farlocche: sono meno potenti di quello che promettono
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Dalle bufale sui cosmetici a potenziali rischi per la salute della pelle, e non solo

L’estate è alle porte e la protezione dai raggi solari, soprattutto in questo periodo è importantissima. Dai più piccoli ai più grandi è fondamentale proteggersi con le creme solari anche per evitare gli inestetismi delle scottature o il precoce invecchiamento della pelle.

Ma le creme solari sono del tutto efficaci a tale scopo? Scopriamolo.

Come funzionano le creme solari?

Le creme solari sono in varie forme (gel, spray o cremose) e servono per proteggere la pelle dai dannosi raggi UV creando un filtro. Tali filtri sono di tipo organico (una sorta di spugne che assorbono la luce solare e la rilasciano sotto forma di piccole quantità di calore), e quelli di tipo inorganico (riflettono la luce solare come se fossero degli specchi). Le creme solari sono formate da un mix di filtri organici ed inorganici e ogni filtro offre una protezione diversa per tipo e quantità di raggi ultravioletti emessi dal sole.

La protezione solare

Dopo aver testato 16 marche differenti di creme solari con fattore di protezione 50, Altroconsumo ha identificato che due di esse arrivavano a malapena a 20.

I due dei sedici prodotti testati non garantiscono la protezione che dichiarano e quindi possono esporre a rischio scottature.

Le due creme incriminate sono Rilastin e Isdin, con protezione 50+ da etichetta. In realtà risultano avere un fattore di protezione pari a 20,9 e 16,5.

I prodotti sono stati segnalati al ministero della Salute, determinando pertanto il ritiro dal mercato delle creme.

I prodotti

Il primo prodotto è Rilastil Baby transparent spray wet skin 200 ml, sulla cui etichetta è riportata una protezione 50+ e per cui i test di laboratorio, eseguiti per due volte su campioni dello stesso lotto (una a giugno e una dopo la risposta del produttore, che ha confermato il fattore di protezione dichiarato), hanno rilevato rispettivamente un valore pari a 20,9 e 16,3.

Il secondo prodotto è Istin transparent spray wet skin 200 ml. Anche in questo caso gli esperti di Altroconsumo ha rilevato un fattore di protezione di 16,5, contrariamente al valore 50+ riportato in etichetta.

La risposta delle case produttrici

Gli esperti di Altroconsumo non hanno atteso molto per ricevere una risposta dalle case produttrici. Isdin ha fatto notare che due studi indipendenti (del 2015 e del 2017) hanno certificato che il suo prodotto “ha un Spf [fattore di protezione solare] 50+ in accordo con la norma Iso 24444:2010”, e che altri due studi del 2018 hanno evidenziato che la crema “ha un Uva-Pf superiore a 20 d’accordo con la norma Iso 24444:2010”.

Invece, Ganassini, l’azienda che produce le creme Rilastil, ha spiegato allo stesso modo di avere eseguito cinque test tra il 2017 e il 2019 (e di averne fornito i risultati ad Altroconsumo), che hanno confermato il fattore di protezione dichiarato. La Rilastil pertanto, ha chiesto ad Altroconsumo “di poter visionare i test menzionati dall’organizzazione secondo i quali i valori di Spf e Uva-Pf risulterebbero inferiori rispetto a quanto riportato sul prodotto”, ma che tale confronto “volto a dirimere ogni dubbio […] è stato tuttavia negato da Altroconsumo”.

Raccomandazioni estive

Gli esperti raccomandano una applicazione in media ogni paio d’ore, quando si è esposti al sole, senza dimenticare nessuna zona del corpo, in particolare la zona posteriore del collo, i piedi, le tempie e le orecchie preferibilmente dai 15 ai 30 minuti prima di esporsi al sole.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.