cucina in 3d piatto stampato con la stampante 3d
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Per molti esperti del settore, il futuro della cucina è rappresentato dalla stampante 3D alimentare.

Primi passi della cucina 3D

Cibo in porzioni minuscole o addirittura in pillole? Frullati energetici capaci di sostituire interi pasti? Forse queste innovazioni saranno il futuro della cucina ma, ad ora, il futuro più accreditato sembra essere quello della stampante 3D alimentare.

Creata da Natural Machines, Foodini (questo il nome della nuova innovazione nel settore della ristorazione) è stata sponsorizzata anche dal proprietario di “D’o”, ristorante con sede a San Pietro all’Olmo, in provincia di Milano, lo stellato chef Davide Oldani, sempre in prima linea sul piano delle innovazioni ai fornelli.

“Non è ancora in grado di cucinare” spiega intervistata all’evento Food for the digital feed la co-fondatrice dell’azienda catalana Lynette Kucsma “ma stiamo lavorando per cuocere il cibo all’interno di Foodini, per soddisfare tutte le esigenze delle utenze della ristorazione”.

Cucina 3D in un ristorante

Chi crede che i giorni in cui la stampante 3D alimentare entrerà attivamente a far parte degli utensili delle cucine dei ristoranti siano lontani, deve ricredersi. Il ristorante FoodInk a Londra, infatti, serve esclusivamente cibo preparato grazie a questi macchinari.

I piatti in questione sono elaborati attraverso una studiata miscela di cucina tradizionale britannica e tecniche di gastronomia molecolare, realizzati grazie alla supervisione dei famosi chef Joel Castanye del “El Bulli” e Mateau Blanche de “La Boscana”.

La stampante Foucs, della compagnia byFlow, stavolta è il nucleo centrante del progetto. Un’idea che prevede anche che FoodInk non rimanga a lungo nella capitale britannica: il ristorante è infatti destinato a muoversi per le principali città europee, con tappa anche a Roma.

Tipologia di stampanti 3D

A parte le macchine che sono intervenute nell’evento “Food for the digital feed” e nel ristorante FoodInk, le altre famose stampanti 3D culinarie sono Nufood Robot 3D e Bocusini. La prima si differenzia essendo un robot da cucina in grado di stampare, partendo da piccole capsule liquide contenenti ingredienti che imitano vari sapori e che, quindi, influiscono direttamente sul palato.

Le gocce vengono assemblate su una base di gel acquoso e formano così differenti forme. In questo modo si vanno a scoprire nuove tipologie di accostamenti, come l’aceto balsamico in grado di esaltare il sapore del lampone.

Nufood ha rilasciato inoltre un’app in grado di condividere e stampare le ricette create dagli utenti, tra cui sono presenti anche alcuni famosi chef.

La stampante 3D alimentare Bocusini, invece, si costituisce in formato di siringhe capaci di modellare il cibo. L’originalità di questa stampante consiste nella possibilità di utilizzare cartucce preconfezionate come se fosse una normale stampante a getto d’inchiostro. L’intento della casa madre è di creare una vasta gamma di queste cartucce alimentari preconfezionate da introdurre nel mercato.

Realtà industriali nella cucina 3D

A parte l’utilizzo casalingo di questa nuova tecnologia, anche le industrie si stanno interessando a questo nuovo settore. In testa vi è la Barilla, che ha prodotto alcune tipologie di pasta stampate in 3D (Vortipa, Luna e Rose) presentate anche all’evento Cibus di Parma.

Supervisore dei piatti presentati è stato nuovamente Davide Oldani, che ha presentato a servizio una pasta pronta per essere mangiata in soli cinque minuti, da cui previsto anche il tempo di stampa della Vortipa.

Ma l’interesse dell’industria alimentare per la stampante 3D non si limita alla sola pasta: Mondelez, produttore americano degli Oreo, ha presentato alla convention sulla tecnologia South by Southwest in Austin, Texas, il progetto Trending/Vending Machine assieme a Twitter e Maya, cercando di trovare un nuovo approccio al consumatore: una mini-fabbrica di Oreo del tutto simile ad una stampante 3D, in grado di personalizzare forma, gusto ed il colore della crema all’interno del biscotto.

Benefici della stampante 3D nella cucina

Ma quali sono i reali benefici offerti da una stampante 3D alimentare? Indubbiamente vi è la possibilità di convertire ingredienti e proteine di alimenti difficilmente utilizzabili, quali le proteine provenienti da alghe, insetti ed altre pietanze.

I miglioramenti non sarebbero solo dal punto di vista del gusto, ma anche eco-friendly e di salute. Così facendo si riesce anche a favorire la personalizzazione di questi dati alimenti, andando incontro alle preferenze dei singoli individui in qualsiasi momento, abbattendo i costi ed il tempo necessario alla preparazione del pasto.

Non si deve, inoltre, sottovalutare l’importanza della personalizzazione: vi è possibile creare, infatti, prodotti di qualsiasi forma e gusto, non alla portata di tutti, utilizzando altre tecniche.

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Nato a Napoli nel 1993, consegue il diploma di maturità classica presso il liceo Umberto I, dopodiché decide di abbandonare gli studi canonici per dedicarsi alla scrittura ed alla recitazione. Per quest’ultima si trasferirà a Roma, frequentando accademie e laboratori di recitazione, che lo porteranno a tornare a Napoli nel 2017. La scrittura è una passione che, fin dall’adolescenza, è divenuta sempre maggiore, affiancandosi all’amore per il cibo e per i videogiochi.