cybercriminalità, quali sono i 10 paesi
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Uno dei problemi principali per persone e aziende, di qualunque dimensione, è la sicurezza; il rischio di vedere la propria privacy e i propri dati persi, trafugati e diffusi in rete non è sicuramente da sottovalutare, soprattutto se si considerano quante lacune ci sono nei sistemi di sicurezza in Italia e nel resto del mondo.

La cybersecurity, infatti, è molto sottovalutata da utenti ed aziende, di conseguenza, il fenomeno della cybercriminalità cresce a vista d’occhio; computer, smartphone, tablet e tutti i dispositivi connessi alla rete sono per gli hacker come “carne fresca” gettata in un mare pieno di squali e, pertanto, l’attenzione deve essere molto alta se non si vuole incappare in un attacco malware e compromettere la sicurezza dei propri dati.

Sicurezza sottovalutata e malware sempre più diffusi sul web

Una società americana, la Symantec, è specializzata in cybersecurity e ogni anno realizza un’analisi, su scala mondiale, per capire quante minacce esistono nei vari paesi e quanti malware, phishing e spam sono presenti nel mondo del web.

Quest’analisi ha portato ad un rapporto che è riuscito a classificare tutti i paesi del mondo in base alla cybercriminalità presente sul territorio.

In questo contesto, tuttavia, si va ad analizzare soltanto la top 10 dei paesi più pericolosi in ambito informatico, quei paesi dove gli hacker, senza alcuno scrupolo, provano ad entrare in possesso di dati privati ed a diffondere virus in grande quantità.

La classifica segue un ordine crescente partendo dal paese “meno” pericoloso fino ad arrivare a quello più a rischio per la sicurezza informatica.

10 – Vietnam

Ad aprire questa top 10 c’è il Vietnam; la nazione asiatica, nota soprattutto per la guerra del 1955, copre il 2,16% delle minacce informatiche globali (con una crescita dell’1,17% rispetto al 2015) e ha visto, nel luglio 2017, la Vietnam Airlines vittima di un forte attacco hacker che ha causato forti danni anche a banche ed agenzie governative.

9 – Giappone

Al nono posto si piazza il Giappone; con il 2,25% delle minacce globali i nipponici scalano tre posizioni, passando dalla dodicesima piazza alla nona, in poco più di due anni. Essendo il Giappone una nazione che non ha problemi di cybercriminalità da molti anni (secondo il rapporto Trend Micro), si può dire che la crescita ha raggiunto livelli molto alti in poco tempo, soprattutto dal 2015.

8 – Francia

Salendo un gradino più su si passa dall’Asia all’Europa nella patria di Emmanuel Macron: la Francia. Anche qui, un po’ come il Giappone, il fenomeno della cybercriminalità è molto recente ed oggi tocca quota 2,35% delle minacce informatiche globali. Nel paese della Tour Eiffel malware e hacking (le attività svolte dagli hacker) sono in una fase emergente e, probabilmente, potranno crescere nel tempo portando la Francia ad essere ancor più pericolosa per quanto riguarda la cybersecurity.

7 – Regno Unito

Dal 2,35% si passa al 2,61% della nazione che occupa la settima piazza di questa top 10 dei paesi più “cybercriminali” al mondo: il Regno Unito; la longeva Regina Elisabetta II, nonostante un piazzamento comunque alto, può ritenersi soddisfatta perché la sua nazione mantiene la stessa posizione del 2015 senza nessuna crescita eccessiva di attacchi malware. Tra le città più colpite del regno, secondo Enigma Software, ci sono Manchester e Londra.

6 – Russia

Dall’Europa occidentale bisogna spostarsi in quella orientale per scoprire la sesta nazione con il tasso di cybercriminalità più alto al mondo ovvero la Russia; il 3,07% delle minacce a livello globale, infatti, provengono proprio dall’ex Unione Sovietica. Il paese, inoltre, ha fatto registrare una delle crescite più alte di attacchi hacker tanto da passare dall’undicesima posizione del 2015 alla sesta attuale.

5 – Germania

Avvicinandosi al podio, in quinta posizione, troviamo ancora tanta Europa e nello specifico la quarta potenza economica mondiale: la Germania. Il paese della cancelliera Angela Merkel ha subito diversi attacchi negli ultimi anni soprattutto nel 2016, quando fu colpito un impianto nucleare che causò diversi problemi per i numerosi virus informatici, che l’hanno portata dall’ottava posizione del 2015 all’attuale quinta con un 3,35% delle minacce globali informatiche.

4 – India

In quarta posizione, proprio giù dal podio, si lascia l’Europa e si torna in Asia, questa volta in India che, rispetto ad altre nazioni, ha perso una posizione per quanto riguarda le minacce informatiche (che contano comunque un 5,11% del totale). Il paese ha subito un attacco al sistema bancomat di Hitachi che ha arrecato danni per quasi due mesi.

3 – Brasile

Medaglia di bronzo, in questa speciale classifica sulla cybercriminalità, per il Brasile; con il suo 5,84% delle minacce informatiche globali, il solare paese sudamericano si rende noto per essere la nazione con il maggior tasso di crescita di attacchi malware degli ultimi due anni tanto da passare dalla decima piazza del 2015 alla terza e, quindi, da “costringere” la Security Intelligence a comunicare tutti i malware brasiliani più pericolosi e diffusi in tutto il mondo.

2 – Cina

Il 9,63% delle minacce globali, e secondo piazzamento, è per la Cina; il paese del “Grande Dragone”, secondo CNBC, nello scorso luglio ha visto oltre dieci milioni di smartphone, dotati di sistema operativo Android, con la presenza al loro interno di malware provenienti proprio da questa nazione.

1 – Stati Uniti

Al primo posto, e quindi medaglia d’oro in negativo, ci sono i nuovi re della cybercriminalità: gli Stati Uniti. Passati dal secondo posto del 2015, con il 18,89% delle minacce informatiche globali, al primo attuale (con il 23,96% del totale), gli USA sono la nazione più pericolosa al mondo per attacchi malware e soprattutto per uno di questi, che prende il nome di Mirainspread.

Questi, quindi, i dieci paesi che riscontrano maggiori problemi legati al fattore sicurezza, nazioni dall’interno delle quali provengono le più alte quantità di attacchi malware, e se da un lato c’è la buona notizia che l’Italia non rientra tra i paesi più pericolosi, dall’altro comunque non bisogna abbassare la guardia ed essere sempre sicuri e attenti, perché contrarre oggi un malware è molto più semplice di quello che si possa pensare, purtroppo.