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Sempre più aziende utilizzano i server da remoto e la sala macchine, ma quanti ce ne sono nel nostro paese?

Dopo un’analisi dell’Eurostat 2016, la Camera di Commercio di Milano ha rivelato che l’Italia è la prima nazione in tutta Europa per numero d’imprese presenti sul territorio; con 3,7 milioni di aziende, infatti, il belpaese ha scalzato dal gradino più alto la Francia (ferma a 3,6 milioni). In un panorama aziendale ampio e in un contesto altamente tecnologico viene da chiedersi quanti Data Center e quanti servizi di cloud computing siano presenti in tutta la penisola. 

COSA SONO I DATA CENTER? 

Prima di analizzare i numeri e capire come data center e cloud computing si distribuiscono in Italia, è giusto spiegare di cosa si sta parlando. Il Data Center è la sala macchine all’interno della quale convergono tutti i server, le apparecchiature, gli storage e i gruppi di continuità che servono alle aziende per utilizzare i differenti servizi necessari al funzionamento delle proprie attività. 

Si può dire che il Data Center, o Centro di Elaborazione Dati (CED), siano il fulcro centrale di ogni azienda senza i quali oltre la metà delle proprie attività non potrebbe essere svolta. In un certo senso questa sala macchine è frutto dell’innovazione tecnologica verificatasi negli ultimi anni e che, dopo lo sviluppo del servizio di cloud computing, assume una dimensione decisamente più ampia. 

Tecnicamente la trasformazione ha visto il passaggio dal classico Data Center proprietari a quello dei grandi provider, creati in funzione di quelle attività legate al cloud. Con questo cambiamento sono nate anche nuove strutture, per raccogliere tutta la strumentazione necessaria (ad esempio per i server) e nuovi spazi per quelle aziende che necessitano di raggiungere nuove scalabilità sulle infrastrutture. 

SI DIFFONDE UN FENOMENO IN ITALIA: L’HOUSING 

L’importanza di creare nuovi spazi per il data center ma soprattutto per il cloud computing ha portato alla diffusione, in Italia, di un fenomeno chiamato housing; si tratta di una concessione, affidata ad un’azienda (o utente), di spazi fisici utilizzabili per i server dei propri clienti. Questi vengono inseriti all’interno della “server farm”, del provider che concede lo spazio, e si possono utilizzare tramite connessione remota. 

Con l’avvento del GDPR e quindi, di conseguenza, della maggiore attenzione intorno ad un argomento come quello della privacy, l’housing si è diffuso a macchia d’olio in tutta la nazione; anche perché moltissime aziende hanno bisogno di questi spazi, appunto, per poter gestire tutte le informazioni sui dati dei propri clienti con estrema sicurezza. 

55 DATA CENTER SPARSI SUL TERRITORIO: COME SI DISTRIBUISCONO? 

Passando ora alla parte numerica analizzata da datacentermap.com, portale che si occupa del censimento di tutti i Data Center presenti al mondo (soltanto quelli operativi naturalmente), si scopre che in Italia ci sono circa 55 Data Center Colocation distribuiti in tutta la nazione e 

precisamente in 20 aree geografiche; secondo il portale è possibile trovarli, in rigoroso ordine alfabetico, a: Arezzo (2), Ascoli Piceno (1), Bari (1), Bergamo (1), Bologna (3), Brescia (1), Catania (1), Città Sant’Angelo (1), Empoli (1), Firenze (2), Genova (1), Lucca (1), Milano (20, in netta maggioranza rispetto al resto d’Italia), Padova (2), Palermo (2), Pisa (1), Pordenone (1), Roma (5), Torino (4), Udine (2) e Venezia (2). 

L’ITALIA È BEN DISTANTE DAL VERTICE MONDIALE 

Questo numero, che pecca della mancanza di Data Center in fase di avviamento o costruzione, è ancora molto distante dai vertici mondiali; qui, infatti, si trovano gli Stati Uniti d’America che dominano la scena con ben 1600 Data Center censiti, seguiti dal Regno Unito (a quota 240), dalla Germania (184) e dalla Francia (141). Diversa, invece, è la distanza con la Spagna sopra di appena un Data Center mentre la Svezia è addirittura sotto con appena 48 centri. In tutto il mondo, comunque, esistono 4111 Data Center Colocation e se si eliminano i 1600 degli USA poco più di 2500 sono distribuiti in ben 119 paesi. 

Sicuramente analizzare nel dettaglio quanti Data Center ci siano o come sono realizzati non è semplice, nonostante grandi aziende come Microsoft, Google o Amazon siano presenti anche sul nostro territorio, ma di sicuro si può dire che in Italia sono presenti aziende provider, infrastrutture ownership (proprietà), outsourcer e centri servizi. 

E PER QUANTO RIGUARDA IL CLOUD? QUALI SONO I PROVIDER IN ITALIA? 

Per quanto riguarda il servizio cloud, invece, in Italia ci sono circa 9 cloud server, per quanti i dati prodotti dal portale datacentermap.com rivelano requisiti di classificazione diversa rispetto al data center; questo perché, considerando che nel cloud computing esistono diversi modelli d’infrastrutture (PaaS, SaaS e IaaS) e che ci sono diverse definizioni di “server cloud”, non è possibile avere una visione chiara a 360°. 

In questa classificazione, comunque, l’Italia si posiziona sempre al di sotto delle altre principali nazioni europee che presentano un numero di server cloud maggiori. Il Regno Unito è sempre al primo posto con 41 seguito dalla Germania con 21, la Francia con 19 e la Spagna con 16. In questo elenco non viene preso in considerazione, invece il numero di server per il cloud computing extraeuropei. 

Nonostante i numeri, si può dire che l’Italia stia comunque dimostrando una forte crescita quantitativa sia nel data center sia nel cloud computing ed affrontando egregiamente il cambiamento tecnologico nonostante non sia ancora ai livelli del resto d’Europa e del mondo, anche perché una grande trasformazione parte sempre da piccoli passi.