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Dopo sette anni di assenza dalle scene, ecco ritornare Dead or Alive 6 il picchiaduro di Tecmo Koei.  Quali saranno le novità?

“Aspettativa” sembra essere la parola più appropriata per descrivere un’assenza lunga sette anni. Un tempo assai lungo, segnato da cambiamenti importanti nel mondo dei videogames e il passaggio di un’intera generazione: come avrà affrontato tutto questo il nuovo Dead or Alive 6?

Il picchiaduro creato dall’abile mano di Tomonobu Itagaki e sviluppato dal Team Ninja è ritornato a cavalcare l’onda del successo dopo molti anni. In questo nuovo capitolo della serie Kasumi, Hayate, Ayane e il roster di lottatori al completo torneranno a colorare la scena, attraverso un intreccio di storie che renderanno il videogame avvincente.

Dead or Alive 6: cosa è cambiato in sette anni

DOA

La trama segue la scia della tradizione, infatti risulta piuttosto semplice e con diversi momenti in cui è facile trovare una scusa per combattere.

Per chi non fosse avvezzo al gioco,  la storia comincia nel primo Dead or Alive con la cattura di Kasumi, giovane kunoichi del clan Mugen Tenshin, per mano della DOATEC.

Il resto della storia si svolge su un piano piuttosto lineare, infatti nei successivi capitoli verrà svelato il vero motivo della cattura di Kasumi e il nemico principale della serie: l’ Alpha-152, un’arma creata dallo scienziato Donovan tramite la clonazione.

L’obiettivo della squadra è trovare il clone e sconfiggerlo definitivamente, nel frattempo un nuovo personaggio oscuro si aggira nell’ombra, creando una rete di intrighi piuttosto complessa che bisognerà svelare nel corso dell’ultimo capitolo.

Nonostante la trama appia piuttosto ordinata, non si può dire la stessa cose per il timeline dei personaggi che a tratti appare confusa. Le storie di ognuno dei protagonisti del videogame appare sconnessa, le vicende non sembrano amalgamarsi bene creando un certo distacco.

DOA

In ogni caso presso il DOA Central sarà possibile avere maggior chiarezza sulla vicenda, attraverso dei file grazie ai quali sarà più semplice gestire i contenuti.

Una delle modalità più importanti in Dead or Alive è l’allenamento, che è stata ampliata al punto tale da rendere facile approccio, ma difficile il controllo dei personaggi.

Le meccaniche di gioco sono state affinate e allo stesso tempo rese più complesse in modo da rendere il picchiaduro tra i più competitivi sul mercato.

Dead or Alive 6: le meccaniche di gioco

Solitamente in Dead or Alive i combattimenti sono gestiti tramite il Triangle System, in cui gli attacchi battono le prese, le prese battono le parate e le parate vincono sugli attacchi.

Tuttavia, Dead or Alive 6 è più complesso di quello che sembra dal momento che le dinamiche di combattimento vanno ben oltre i parametri di base, i quali si sposano appieno con l’esecuzione di tecniche molto più avanzate e articolate.

Video a cura di SpazioGames.it

L’ultimo capitolo della saga sembra puntare maggiormente sul ragionamento, dando rilevanza alle missioni DOA, inserite in una modalità che sfida il player a soddisfare dei requisiti specifici al fine di ottenere un punteggio massimo di tre stelline.

Un’aggiunta importante in Dead or Alive 6 è l’indicatore devastazione, una barra che si colora ogni qualvolta si infliggono dei danni all’avversario o si subiscono degli attacchi.

Quando la barra è piena a metà è possibile praticare delle prese speciali, come la presa devastante (una contromossa con proiezione), ad essa si associa il colpo devastante che può essere inflitto quando la barra è del tutto piena e serve ad interrompere gli attacchi avversari.

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Nel complesso il gioco mantiene lo stile della serie, ponendo maggiormente attenzione ai modelli poligonali dei personaggi e ai dettagli dei costumi. Tuttavia, ad essere stati trascurati sono gli sfondi che talvolta appariranno sgranati e con texture in bassa risoluzione.

Dead or Alive 6: giudizio finale

In sostanza, quel che si può affermare è che Dead or Alive 6 si appresta ad essere un videogame appagante e stimolante, che senza troppe pretese ha migliorato le proprie meccaniche e la qualità.

Il gioco si prepara ad essere uno dei migliori del genere picchiaduro e proprio su questa scia potrebbe ottenere molti consensi nel mondo degli e-sport.

 

Sarnataro Carla, nata a Villaricca il 21 giugno del 1993, ha conseguito il diploma nel 2012 presso il Liceo scientifico A.M. De Carlo a Giugliano, mentre la Laurea Triennale in Scienze e Tecniche psicologiche nel 2015. A luglio 2018 ha conseguito la Laurea Magistrale con lode in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. La scrittura è una passione recondita che pian piano sta fiorendo attraverso diversi sbocchi; la lettura l’accompagna sin da piccola insieme ad altre passioni artistiche come la pittura e il disegno.