Decreto
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Così come il primo Decreto Sicurezza era stato al centro di un dibattito tra le forze di governo, così quest’altro produce alcune spaccature

Decreto Sicurezza

Sono tanti i punti su cui verte questo nuovo decreto che sembra non essere appoggiato dal MoVimento 5 Stelle.

Il primo è stato firmato, previo alcune precise raccomandazioni, dallo stesso capo dello Stato Sergio Mattarella, e già aveva trovato gli ostacoli dei pentastellati.

Questa nuova bozza stilata dal Ministro dell’Interno invece tocca alcuni punti al centro di dibattiti politici come migranti e ONG, manifestazioni e cortei ed infine una norma chiamata “Spazza-Clan”.

Questione migranti e ONG

Previo modifica del codice di navigazione, sarà sotto il controllo del Ministro dell’Interno (e non più del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) la possibilità di limitazione o divieto nelle acque del territorio per motivi di ordine pubblico.

Per garantire questa tutela, verrebbero stanziati tre milioni di euro in tre anni per impiegare agenti sotto copertura che contrastino l’immigrazione clandestina.

Inoltre chi non rispetta gli obblighi previsti per le operazioni di soccorso verrà multato da un minimo di 3.500 euro ad un massimo di 5.500 euro per ogni migrante trasportato, con sospensione da 1 a 12 mesi o revoca della licenza.

Manifestazioni e cortei

In materia di ordine pubblico, viene trasformato in reato (da violenza amministrativa che era) la resistenza, sia essa anche passiva, verso le forze dell’ordine, punibile con la reclusione fino a 3 anni.

I reati di devastazione, saccheggio e danneggiamento vengono inaspriti qualora avvengano durante una mobilitazione.

Vengono inoltre vietati, durante i cortei, qualsiasi tipo di fumogeni, petardi, “scudi o altri strumenti di protezione” e “materiali che possono macchiare”, garantendo una pena da 1 a 4 anni di reclusione.

Norma “Spazzaclan”

L’ultimo punto prevede l’istituzione di un commissariato straordinario che si prenda l’impegno di eliminare l’arretrato di sentenze di condanna nei confronti di imputati a piede libero.

Il “NO” dei 5stelle

Mentre il Quirinale continua a rileggere la bozza, dalla schiera gialla del governo bicolore è già arrivato un secco rifiuto a questa nuova proposta, che sarà senz’altro ulteriore motivo di scontro.