DEF 2019 - commenti
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Sul DEF 2019, che è stato presentato dal governo italiano la scorsa settimana, cominciano a pervenire i primi commenti dei “tecnici”

Tra le misure positive del documento si segnala sicuramente una maggiore attenzione dell’esecutivo verso il mondo della tecnologia, anche se la quantità dei provvedimenti potrebbe ancora non rivelarsi sufficiente per garantire un vero rilancio economico dell’Italia.

Il commento di Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform

Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform, ovvero la branca di Confindustria che si occupa del comparto Information Technology, ha sottolineato l’importanza di aver dedicato uno specifico capitolo della programmazione finanziaria all’applicazione delle nuove tecnologie in campo industriale (trattasi della sezione III, 5) in quanto l’Information Technology, a suo giudizio, costituisce ormai “un volano di competitività per tutta l’economia”.

Pertanto, da una parte sono abbastanza condivisibili alcuni provvedimenti, come il finanziamento di 1 miliardo di euro per il Fondo Innovazione per le start-up, che potrebbe essere ulteriormente “rinfoltito” da un probabile contributo della Cassa Depositi e Prestiti, e l’erogazione di “voucher” per quelle aziende che decideranno di nominare un “manager” specifico per l’IT. Dall’altra, invece, sempre secondo Gay, non trovano sicuramente il medesimo consenso la riduzione degli incentivi per l’acquisto di macchinari di alto valore tecnologico così come la web tax, che potrebbe scoraggiare i grandi operatori internazionali (Amazon, Google) ad investire in Italia nei prossimi anni.

Marco Gay
Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform (fonte corrierecomunicazioni.it)

Marco Gay, inoltre, ha messo in evidenza una certa contraddittorietà tra i provvedimenti di politica economica sinora emanati, ovvero la Legge di Bilancio 2019 ed il cosiddetto Decreto Crescita: “ “Nella Legge di bilancio è stato cancellato il superammortamento e ridotto l’iper – afferma Gay -dimezzato il credito di imposta in ricerca e sviluppo, svuotato il Fondo per l’Innovazione, mentre alcune misure come quella sulla formazione sono state recuperate in extremis“. Successivamente, con il Decreto Crescita, il governo ha voluto in qualche modo “ritornare sui propri passi”: a dimostrazione di ciò, secondo Gay, emerge ad esempio la reintroduzione del superammortamento, anche se con un budget inferiore rispetto allo scorso anno (solo 1 miliardo).

Andrea Cioffi: sì ai voucher per le piccole imprese

L’introduzione di voucher da destinare al settore dell’Information Technology ha ricevuto il plauso del sottosegretario del Ministero per lo Sviluppo Economico, Andrea Cioffi, secondo il quale soprattutto le piccole realtà imprenditoriali del Belpaese necessitano di una maggiore supporto a livello finanziario da parte dello Stato: “Siamo in un momento storico in cui le piccole aziende hanno potenzialità enormi. Le grandi aziende hanno le spalle forti. Dobbiamo dare attenzione alle piccole, che possono dare un contributo straordinario. Dobbiamo dar loro strumenti come voucher da usare per risorse come il cloud”.

Note meno rassicuranti dalla sanità

Se per quanto riguarda l’introduzione delle nuove tecnologie in ambito industriale sembrano esserci comunque discrete prospettive, maggiori preoccupazioni, dalla lettura del DEF 2019, emergerebbero a proposito delle valutazioni in campo sanitario. A lanciare il duro appello è Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, che ha a cuore tanto la dimensione della ricerca scientifica quanto quella dell’assistenza sanitaria.

 Un primo aspetto da sottolineare sarebbe l’incongruenza delle stime del DEF 2019 rispetto alle risorse sancite dalla Legge di Bilancio. Inoltre, secondo Cartabellotta, “se le stime per il 2020-2021 sono allineate con gli incrementi previsti del Fondo sanitario nazionale, questi oltre che alla sottoscrizione di un Patto per la Salute, ancora in stallo, sono legati a utopistiche previsioni di crescita economica”. In ultima analisi, secondo il Presidente di Gimbe, si potrebbe configurare il rischio della cosiddetta clausola di salvaguardia, ovvero “un blocco di 2 miliardi di euro di spesa pubblica in caso di deviazione dall’obiettivo di indebitamento netto, che probabilmente colpirà la sanità come paventato dall’Ufficio parlamentare di bilancio dopo la pubblicazione della manovra”.

 

 

 

Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.