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Deliceto, rinomato borgo pugliese, è celebre per essere stato il luogo dove è stata composta Tu scendi dalle stelle

Il Convento della Consolazione è il luogo dove venne composta da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori quella che diventerà la pastorale più famosa al mondo, “Tu scendi dalle stelle”.

Deliceto

Deliceto ha origini antichissime come dimostrano le preistoriche grotte scavate nella roccia del rione Pesco ad opera di comunità osco italiche. Sorge sulle pendici del Colle Elce e conserva ancora il suo primitivo aspetto medievale. In origine era un antico borgo forse di fondazione longobarda. Il paese è riportato nelle cronache storiche con vari nomi: Iliceto, Delcitum ed infine Deliceto.

foto Giuseppe Saldutto
foto Giuseppe Saldutto

Cosa vedere?

La chiesa di Sant’Anna e morti risale al XVII secolo. Venne edificata sul sito preesistente della chiesa del Purgatorio ed arredata con alcuni dei beni della sconsacrata chiesa di San Cristoforo. Oggi nella chiesa si venera San Gerardo Maiella. Di particolare interesse, sono le porte d’ingresso con disegni settecenteschi sul tema della morte. Al suo interno è allestito un museo ecclesiastico.

Il Convento della Consolazione. L’eremo e la chiesetta originaria risalgono al XV secolo con i primi monaci dell’Ordine degli Agostiniani, guidati da Beato Felice da Corsano. Nel 1744 al convento giunse Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, che con l’ordine dei redentoristi, da lui fondato, ricostruì il convento. La struttura custodisce tra le opere d’arte, un mezzo busto in Cartapesta “Ecce Homo” modellato a mano, la statua di San Gerardo Maiella e Gesù crocifisso.

Il Castello Normanno Svevo di Deliceto è l’unico sui Monti Dauni che nonostante i numerosi rimaneggiamenti subiti nei vari secoli ha conservato integro l’aspetto di fortezza. E’ di forma trapezioidale irregolare e la sua costruzione risale al XI secolo. Fu ampliato da Carlo d’Angiò. Presenta lunghe ed alte cortine, affiancate nella parte interna da numerose costruzioni adibite ad alloggi gentilizi e militari. Presenta tre massicce torri, due rotonde e una quadrata, di fattura normanna.