Il nuovo titolo PS4, Detroit: Become Human
Detroit: Become Human, Il nuovo titolo Quantic Dream
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Dopo gli strepitosi successi di Beyond due anime ed Heavy Rain, Quantic Dream sceglie ancora la strada del capolavoro. Il nuovo titolo PS4 Detroit: Become Human coinvolge…e fa riflettere!

Che la Quantic Dream fosse foriera di capolavori era cosa ormai risaputa, ma che ad un’opera videoludica come Heavy Rain, meraviglia dai 22 finali alternativi, potesse seguire un’avventura grafica come degna summa della sontuosità di David Cage e del suo studio parigino era meno scontato. Detroit: Become Human, invece, sorprende tutti e conferma ed esalta alla massima potenza il potere mai tramontato della ventennale casa produttrice di videogiochi.

Dopo strepitosi e molteplici successi uno scivolone potrebbe risultare abbastanza probabile… non per Quantic Dream però, che conferma e decreta con un nuovo e poetico titolo novità PS4 lo splendore degno dei precedenti Heavy Rain e Beyond due anime per Play Station 3.

Il nuovo titolo PS4, Detroit: Become Human

Detroit: Become Human è un titolo PS4 che sta già facendo molto parlare di sé.

Detroit: Become Human è, infatti, il quinto lavoro di Cage e della sua Quantic Dream. Il titolo, avventura grafica dal poetico sapore fatal-futurista, pur indagando ed affrontando una profonda tematica che pone luce sull’amara differenza tra l’essere umani e gli esseri umani, si rivela un titolo che di fatale ha ben poco e per il quale il controller mai può adagiarsi.

Detroit: l’anima di un “replicante”

Sul pavimento un pesciolino rosso boccheggia, è caduto dal suo acquario. Questo è solo un piccolo dettaglio, si potrebbe non notarlo neanche… eppure la dice lunga sull’essenza del titolo; il piccolo pesce rosso sarà notato? rimarrà lì, in attesa della fine, o verrà salvato? La scelta dipende dall’anima.

Detroit Become Human e Quantic Dream

Detroit: Become Human: la storia…

Corre l’anno 2038 e tre androidi dalle fattezze tipicamente umane mostrano e dimostrano altrettanto umani sentimenti. Markus è solamente l’ennesimo trentenne afroamericano che compra un libro e che passeggiando per una futuristica città nota una pensilina con alcuni uomini in fila. Uomini ordinati, impassibili, in attesa di qualcosa… in attesa di qualcuno. Molti di loro probabilmente finiranno con l’eseguire mansioni da autista, da medico o, addirittura, da governante chi sono? O meglio, cosa sono?

Sono androidi o solamente sono schiavi?

Schiavo, tuttavia, lo è anche il protagonista Markus, solo che un piccolo particolare lo contraddistingue: Markus è consapevole. Il giovane afroamericano fa, infatti, parte della schiera dei “devianti”, ovvero, degli androidi dalle emozioni tipicamente umane amareggiati e consapevoli della propria sottomissione, proprio come Connor e Kara.

Detroit Become Human e Quantic Dream
Il nuovo titolo PS4, Detroit: Become Human

Detroit: Become Human e la settima arte

Detroit è sicuramente un maestoso titolo da giocare tutto d’un fiato, ma la fotografia, le inquadrature, le citazioni cinematografiche e gli effetti speciali che digitalizzano attori in carne ed ossa come il bellissimo Jesse Williams di Grey’s Anatomy e lo storico Lance Henriksen di Aliens lo rendono un’opera cinematografica a tutti gli effetti.

Detroit Become Human e Quantic Dream

Un gioco, dunque, bello da giocare, bello da vedere e, soprattutto, bello da pensare.

In Detroit: Become Human, infatti, il gameplay non è l’unica colonna portante. Altrettanto fondamentali risultano le questioni etiche, morali e politiche che scorrono di pari passo ai momenti d’azione ed alle continue scelte da intraprendere in breve tempo e che di azione, a dirla tutta, ne denotano altrettanta. Dieci ore di gioco, dunque, tantissimi finali alternativi in perfetto stile Heavy Rain, ma un unico grande quesito:

Cosa rende umano il semplice “essere”? Detroit: Become Human prova, dunque, a spiegarlo: le scelte.

Serena Giorgio è nata a Napoli nel 1986. Laureata alla Facoltà di Antropologia con 110 e lode e Giornalista Pubblicista regolarmente iscritta all’Ordine, vanta numerose collaborazioni con quotidiani, testate online ed emittenti televisive fondamentali per il panorama giornalistico partenopeo e campano. Scrittura, Video Editing, Letteratura ed Enogastronomia sono soltanto alcune delle sue intense passioni; vere e proprie storie d’amore che hanno rispecchiato a pieno la sua formazione, le sue specializzazioni e le sue attività lavorative. Autrice di numerosi testi e trattati circa la Storia della Musica e l’Antropologia dell’Alimentazione; Serena ha curato anche numerose attività di produzione e post produzione per importanti docu-fiction di carattere nazionale. Un saggio aforisma sostiene “Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”. Per sillogismo aristotelico, dunque, Serena non lavora... Serena ama.