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La nuova frontiera informatica corre in aiuto con due progetti europei di cui fa parte anche l’Italia

Capita spesso ascoltando i discorsi degli ammalati, in particolare quelli degli anziani, di percepire un’inadeguatezza dei medici di base nello stabilire un rapporto con i propri assistiti, che vada al di là della classica prescrizione farmacologica o della misurazione della pressione sanguigna; un rapporto questo che non aiuta l’ammalato ad imparare a gestire autonomamente la propria salute.

A questo proposito, gli studiosi che hanno affrontato questa problematica si sono chiesti se aiutare gli utenti ad utilizzare al meglio ciò che l’informatica offre loro possa facilitare il rapporto medico-paziente. Hanno studiato questo aspetto dell’alfabetizzazione informatica alcuni paesi europei che hanno poi sottoscritto due progetti “IC-Health, e Harvest.

I paesi che hanno portato avanti questi studi sono: Italia, Belgio, Danimarca, Estonia, Spagna, Regno Unito e Svezia, ma altri sette hanno offerto la loro collaborazione. Lo studio è partito considerando che non tutte le notizie diffuse sul web sono esatte, ma la difficoltà è sapersi orientare in un mare di informazione che è la rete, considerando anche che l’applicazione di consigli inesatti può creare danni alla salute.

Quindi il primo punto su cui focalizzarsi è aiutare i pazienti a muoversi nel Web in maniera corretta.

Secondo la dott.ssa Alessia Montanari di CCM (Comitato Collaborazione medica), una delle studiose italiane coinvolte in questo studio, è importante spiegare cosa fare quando si fa ricerca sul web.

Le regole da seguire non sono molte, basta impostare bene le domande, cercare di interpretarne le risposte, cercare di applicare al meglio le informazioni acquisite e attivarsi per continuare ad imparare a usare il mezzo informatico, senza provocare danni alla propria salute.

Il dottore Pietro del Giudice, un esponente di un’altra struttura italiana che partecipa al progetto, l’Università di Udine, precisa che il gruppo di studio prende in considerazione gli over 60.

Ma la ricerca del giusto “utilizzo del web” viene applicata anche nel campo della diabetologia infantile. Il dottore Lorenzo Lenzi referente del Meyer di Firenze ha individuato, nell’ambito della ricerca, un modo per collaborare con i giovani pazienti ed utilizzare una metodologia che possa essere di aiuto sia a loro che agli utenti più piccoli. Ha raccolto, nella collaborazione con loro, consigli per la grafica ed il linguaggio da utilizzare per creare una modalità di fruizione del Web, che sia utile ma anche piacevole, da condividere sulla piattaforma internazionale.

Ora sono in allestimento versioni prova dei corsi che entro l’estate dovrebbero essere testati all’interno del gruppo IC Health. In seguito verranno messi a disposizione del grande pubblico.

Il primo dei due progetti, IC-Health vede come partner l’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer di Firenze, l’Università degli studi di Udine, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, e l’associazione Comitato Collaborazione Medica (CCM) di Torino.

Il fine di questo progetto è quello di creare 35 corsi on line a libero accesso; per fare ciò bisognerà occuparsi delle diverse platee a cui si rivolgono, tenere conto dell’età e delle patologie e della differenza di lingua che esiste tra i paesi europei partecipanti. Importante è la selezione delle patologie: potranno infatti partecipare al programma anziani e persone con sospetto diabete o persone con diabete conclamato di tipo 1 o 2, donne in attesa oppure in allattamento di bambini, adolescenti.

Il secondo progetto europeo e Harvest avrà la funzione di facilitare la programmazione agli operatori del settore sanitario e a coloro che saranno poi gli investitori e i promotori del prodotto finale. Questo lavoro è coadiuvato da centri di ricerca della comunicazioni e università scientifiche. Particole attenzione verrà attivata per la categoria degli anziani, persone che presentano delle fragilità, delle paure e che hanno il primo approccio con la tecnologia e potrebbero essere pervasi da sentimenti come ansie, entusiasmo, diffidenza.

Il consiglio unanime che arriva da tutti gli operatori coinvolti è quello di prestare attenzione alle notizie diffuse in rete, in special modo ai cosiddetti consigli per l’uso delle medicine, tenendo conto anche della gravità delle risposte dell’organismo qual ora si mettessero in atto.

Un po’ di me...mi chiamo Patrizia, amo la mia città. Adoro girare per le sue strade intervistando persone comuni per rimanere sempre legata alle tradizioni storiche, artistiche e fantastiche della mia città. Ritengo alcuni valori fondamentali, il senso di appartenza, la memoria, il rispetto per l’altro. Sono molto attiva nel campo del sociale collaborando con un CAV di cui sono anche socio, in qualità di counselor. Adoro fotografare e scrivere, amo leggere romanzi storici italiani o stranieri, in modo particolare amo gli scrittori dell’America latina, Gabriel García Márquez, Isabel Allende, Paulo Coelho, Jorge Amado, Sivulpeda. Tra gli scrittori italiani, oltre ai grandi classici, come Manzoni, tra i moderni e contemporanei Enzo Striano e il mitico Maurizio De Giovanni. Eccomi questa sono io Storia e Leggenda, Mito e Realtà in breve il resto lo lascio a voi