Digital Healt Insurances ce ne parla l'avvocato Mario Italiano
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Nel mercato assicurativo italiano è emersa una nuova tipologia di assicurazioni, le Digital Health Insurances, ce ne parla l’avvocato Mario Italiano

Nel mercato assicurativo italiano è emersa una nuova tipologia di assicurazioni, le Digital Health Insurances, ovvero  una particolare forma di assicurazione sanitaria integrata con dispositivi tecnologici di varia natura che offre agli assicurati un accesso rapido e maggiormente efficiente alle prestazioni, espletate attraverso  assistenza fai da te o a domicilio.
L’Avvocato Mario Italiano, specializzato in diritto delle assicurazioni, per comprenderne le ripercussioni sul mercato assicurativo e in ambito legale, ha analizzato questo nuovo tipo di polizze.

Le parole dell’avvocato

“Le compagnie assicurative incoraggiano la sottoscrizione di questi prodotti assicurativi, attraverso l’uso dei dispositivi ‘’wearebles’’.
Promettendo sconti sul premio assicurativo, sia al momento di stipulazione del contratto, sia nel corso dell’esecuzione.
Se il cliente dimostra di essere in buona salute, tanto più significativo sarà lo sconto sul premio.
Esiste, poi, la possibilità di accesso a veri e propri ‘’piani’’, che riconoscono ulteriori sconti ai clienti che si sottoporranno ad appositi programmi di allenamento.

Le principali criticità riguardano la privacy e la sicurezza dei dati personali e sanitari trattati, oggi più che mai esposti alla minaccia del cyber crime.
Non meno importanti sono i limiti derivanti dalla Digital Health Insurance in relazione al possibile utilizzo di informazioni cosiddette “sensibili”.
In quanto attinenti la salute delle persone, con finalità discriminatoria e alla necessaria tutela del diritto all’autodeterminazione individuale.
E’, infatti, diffuso il timore che le imprese di assicurazione possano servirsi dei dati trasmessi dai suddetti devices, al fine di discriminare i soggetti maggiormente esposti a rischi.

Se questi dati venissero usati in maniera scorretta?

C’è, infatti la possibilità di un uso scorretto dei suddetti dati con finalità discriminatoria, a cui si aggiunge il rischio di minare la capacità di autodeterminazione dell’individuo.
C’è un timore diffuso che le compagnie possano avvalersi di questi dati per farne un utilizzo improprio.
Offrendo quindi, ai clienti più vulnerabili, con patologie gravi o croniche, dei premi insostenibili.
Inoltre la possibilità che si possano premiare o penalizzare gli assicurati, in relazione ai loro comportamenti, potrebbe influenzare la loro sfera di autonomia decisionale.
Come Studio Legale ci interfacciamo sia con la Pubblica Amministrazione, che con le  associazioni di tutela dei consumatori, al fine di offrire una consulenza  preventiva che eviti questi  specifici profili di rischio.

Si manifesta, dunque, l’urgenza di una riflessione più approfondita sul tema del bilanciamento tra il diritto dell’assicurato alla riservatezza.
Le aziende devono essere compiutamente informate circa le caratteristiche del rischio e i relativi mutamenti.

Bisogna trovare un punto di equilibrio

Gli operatori del diritto intervenuti sulla materia anche di recente, convengono sull’opportunità  di individuare  “un punto di equilibrio”  trai suddetti diritti.
In un momento storico particolare, segnato dalle difficoltà economiche in cui versa lo Stato, non più in grado, da solo, di soddisfare le mutevoli esigenze sanitarie dei cittadini.

In tali frangenti allora diviene importante la consulenza legale in un’ottica informativa: ovvero attraverso un’attività di informazione presso le aziende, di piccole medie dimensioni.
Sia in un secondo momento, attraverso quell’attività di consulenza contrattuale volta a stabilire rapporti di lunga durata a condizioni vantaggiose.