Digitale terrestre molte tv non saranno compatibili col nuovo segnale
adv

Le attuali frequenze del digitale terrestre saranno utilizzate dalla nuova rete 5G, ma molte tv non potranno ricevere le nuove frequenze

Il nuovo digitale terrestre è ormai ai nastri di partenza ed approderà in tutte le regioni italiane, anche se non contemporaneamente. Il passaggio al nuovo segnale DVB T-2, dall’attuale DVB T-1, non sarà però indolore. Si tratta, difatti, di un’autentica rivoluzione, a causa della quale in molti saranno costretti a comprare una nuova Tv o un nuovo decoder per poter continuare ad usufruire del digitale terrestre.

La nuova rete 5G occuperà le vecchie frequenze del digitale terrestre

Il vero “responsabile” della rivoluzione in arrivo nel digitale terrestre è la nuova rete 5G. Sarà proprio la nuova rete di quinta generazione, ormai pronta a partire in tutta Italia, ad andare ad occupare le frequenze attualmente usate dal digitale terrestre. Si tratta di un passaggio cruciale per dare la definitiva accelerazione alla quarta rivoluzione industriale, basata su robotica, connessione, programmazione, incrocio tra risorse fisiche e virtuali.

Con la diffusione capillare del nuovo standard di rete 5G l’avvento di una società basata sull’Internet delle cose (IoT, dall’inglese Internet of Things) e in cui ogni oggetto, anche il più banale, potrà essere connesso ad Internet, non appare più eventualità così lontana.

Nuove frequenze per il nuovo segnale DVB T-2

Il digitale terrestre andrà pertanto ad occupare nuove frequenze, liberando quelle attualmente utilizzate.

Il passaggio di consegne, con la partenza definitiva della nuova frequenza DVB T-2, è stato fissato ufficialmente al 1 luglio 2022. A quella data, il vecchio segnale DVB T-1, verrà ufficialmente spento. Già a partire dal 2021, però, in numerose regioni sarà attivata la nuova frequenza, con scadenze differenziate. Ecco il calendario ufficiale:

  • 1 settembre 2021 – 31 dicembre 2021: Area 2 – Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia tranne la provincia di Mantova, provincia di Piacenza, provincia di Trento, provincia di Bolzano; Area 3 – Veneto, provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna tranne la provincia di Piacenza
  • 1 gennaio 2022 – 31 marzo 2022: Area 1 – Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Sardegna
  • 1 aprile 2022 – 20 giugno 2022: Area 4 – Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata; Abruzzo, Molise, Marche.

Passaggio al segnale DVB T-2: le conseguenze per gli utenti

Quello che in molti ignorano, è che una buona fetta degli attuali apparecchi televisivi non sarà in grado di ricevere la nuova frequenza. Si tratta ovviamente delle tv non di ultimissima generazione. Tutti gli apparecchi televisivi in vendita dal 1 gennaio 2017 devono per legge essere muniti di un decoder compatibile con il DVB T-2. Per tutte le tv acquistate prima di quella data, è necessario controllare la scheda tecnica, per appurare la capacità di ricevere la nuova frequenza del digitale terrestre.

Purtroppo in molti scopriranno che il proprio apparecchio televisivo è compatibile solo col vecchio segnale DVB T-1. A quel punto, chi vorrà tenere il vecchio televisore, avrà come unica scelta a disposizione quella di comprare un decoder di nuova generazione e compatibile con la frequenza DVB T-2.

Per chi volesse procedere all’acquisto di un nuovo televisore, il Governo ha varato un incentivo di 50 euro, destinato ai residenti in Italia con un reddito ISEE inferiore a 21.265,87 euro. In queste settimane è al vaglio del Parlamento la proposta di rendere questo bonus leggermente più sostanzioso.