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Ieri la Commissione giuridica dell’Europarlamento ha approvato la prima bozza della controversa Direttiva che modificherà la disciplina del Mercato unico digitale (Digital Single Market)

La proposta di modifica dell’attuale legge sul copyright, detta anche  Copyright Directive, è stata approvata in Commissione con una maggioranza di 14 voti favorevoli, 9 contrari e 2 astenuti. La votazione di ieri è solo un primo passo, considerato ancora il lungo iter che la stessa dovrà seguire affinché ci sia l’approvazione definitiva e l’entrata in vigore della nuova disciplina. Ciò nonostante, il voto favorevole espresso dalla Commissione è stato ritenuto un momento decisivo dagli addetti ai lavori.

Favorevoli e contrari alla riforma

La nuova legislazione sul Copyright è stata aspramente criticata da un gran numero di esperti in materia, tra i quali: Tim Berners-Lee, il creatore di Internet, e Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia. Secondo tali eminenti figure, le innovazioni introdotte dalla Copyright Directive modificherebbero irreparabilmente l’attuale struttura di Internet, trasformandolo in uno strumento di sorveglianza e di controllo degli utenti. Di tutt’altro avviso sono gli esponenti del mondo dell’editoria, i quali ritengono, invece, che la nuova disciplina garantisca maggiori tutele al lavoro di milioni di artisti e giornalisti. Allo stato attuale, i giganti del web fanno propri tutti i ricavi derivanti dalla circolazione, sulle proprie piattaforme, del materiale coperto da copyright.

I punti controversi della proposta

Al centro della disputa ci sono le previsioni contenute negli artt. 11 e 13 del progetto di riforma. Il primo punto controverso è l’imposizione per i colossi del web della c.d. Link Tax. L’art. 11, infatti, costringerebbe le piattaforme online, come Facebook e Google, ad acquistare dalle società di media delle licenze che permetterebbero poi la condivisione, tra i propri utenti, dei link inerenti ad articoli e news.

Altro punto di discussione è rappresento dall’art. 13, che introdurrebbe l’obbligo per le piattaforme, ad alto contenuto di file caricati da terze parti, di dotarsi di strumenti adeguati per impedire il caricamento di materiale coperto da copyright. La normativa europea non parla espressamente di filtri, ma l’unico modo per conformarsi ad essa sarebbe, appunto, quello di crearne alcuni automatici. Un sistema simile è stato già adottato dalla piattaforma Youtube con il Content ID; tuttavia, a differenza di quest’ultimo, i filtri richiesti dalla direttiva sul copyright dovrebbero analizzare l’intero universo del web. I ferventi oppositori alla nuova disciplina equiparano l’applicazione di filtri ad una vera censura preventiva che porterebbe alla distruzione del principio di libera circolazione delle informazioni che ha caratterizzato fino ad oggi la rete.

Il Parlamento europeo, in un comunicato stampa, difende la proposta di legge  assicurando che la sua approvazione non minerà il diritto di espressione degli utenti. Per evitare possibili abusi, il legislatore europeo sta studiando dei meccanismi che evitino l’imposizione di blocchi illeciti.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.