diritti umani
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Umberto Eco nel 2015 a Torino nel corso di una lectio magistralis, disse le seguenti parole, che gli furono fortemente contestate “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività, venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli

Con il senno di poi, oggi, forse è facile dare ragione all’illustre personaggio: purtroppo i social network sono frequentati da chiunque abbia accesso alla rete, anche da cellulari meno accessoriati.

Il popolo del web è cresciuto a dismisura, riusciamo ad avere in tempo reale notizie dal mondo, l’informazione arriva e raggiunge aree del mondo dove c’è la guerra e la censura, dando alla comunicazione un ruolo fondamentale per chi vede ledere i propri diritti, anche quelli legati alla sopravvivenza di un popolo, di un’etnia, di un credo.

L’altra faccia della medaglia riserva a volte realtà e brutture che nulla hanno a che vedere con la comunicazione o con lo spirito di fratellanza universale.

Parliamo del fenomeno degli Haters.

All’interno del popolo della rete ci sono milioni di persone che esprimono il proprio odio verso i propri simili; non è importante il motivo per cui lo si fa, anche se quando si tratta di odio mirato verso una determinata categorie di persone si configura un’aggravante.

Non si può negare che gli Haters trovano terreno fertile per la crescita della propria imbecillità in tutti i soggetti che popolano una certa tv e i talk show, imparando da tutti gli opinionisti che abbondano in questi spettacoli, che non hanno spesso collocazione precisa nè professionalità definite e che sono chiamati ad intervenire su qualsiasi argomento, dal crimine, alla psicologia, alla scelta della dieta.

Troviamo tra questi; i voltabandiera, gli pseudo giornalisti, gli economisti, i sociologi ed esperti vari, pronti a sposare le ragioni di questo e di quell’altro, seguendo un po’ l’aria che tira.

Si è data a tutti la chance di dire stupidaggini, facendo in modo che la cultura, la voglia di sapere, di conoscere, la coerenza, l’identità culturale divenissero accessori.

Odiare indiscriminatamente innesca un meccanismo nel nostro cervello che porta ad attivare i neuroni che secernono l’odio e odiando gli altri si finisce per odiare se stessi.

Quando si prende di mira una persona sul web la vita di quest’ultimo diventa impossibile, si susseguono ad offese verbali vere e proprie minacce e persecuzioni fatte oltre che di parole anche di foto e di video.

Quasi mai la scelta del soggetto ha una motivazione precisa; da una statistica fatta dal Corriere della Sera le categorie prese di mira sono: per il 60% immigrati, per il 37% personaggi famosi, 33% mussulmani, 25,3% donne.

Gli Haters odiano il diverso proprio in quanto tale

Prendono di mira chi non ha le loro stesse idee, sfogano rabbia repressa e accumulata durante tutto il giorno sul web, dove possono esprimersi a piacimento perché nascosti, perché non li si può riconoscere.

Non si rendono conto che l’odio che riversano sugli altri, anche se non crea ferite sanguinanti, produce ferite all’anima con cicatrici indelebili.

Forse il vero problema di questa generazione, che vive in un mondo dove dietro l’angolo si nascondono azioni criminose travestite da momenti di goliardia, è la lontananza dalla cultura che non sembra più essere un valore.

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Un po’ di me...mi chiamo Patrizia, amo la mia città. Adoro girare per le sue strade intervistando persone comuni per rimanere sempre legata alle tradizioni storiche, artistiche e fantastiche della mia città. Ritengo alcuni valori fondamentali, il senso di appartenza, la memoria, il rispetto per l’altro. Sono molto attiva nel campo del sociale collaborando con un CAV di cui sono anche socio, in qualità di counselor. Adoro fotografare e scrivere, amo leggere romanzi storici italiani o stranieri, in modo particolare amo gli scrittori dell’America latina, Gabriel García Márquez, Isabel Allende, Paulo Coelho, Jorge Amado, Sivulpeda. Tra gli scrittori italiani, oltre ai grandi classici, come Manzoni, tra i moderni e contemporanei Enzo Striano e il mitico Maurizio De Giovanni. Eccomi questa sono io Storia e Leggenda, Mito e Realtà in breve il resto lo lascio a voi