adv

Il diritto all’oblio è previsto anche in materia del GDPR, regolamento europeo per la protezione dei dati. Ecco quando è possibile applicarlo

Il Diritto all’oblio è una particolare forma di garanzia che in materia di diritto prevede la non diffusione di informazioni pregiudizievoli inerenti alla persona.

Attualmente rappresenta uno dei terreni di maggior scontro rispetto alla normativa del GDPR riguardante la protezione della privacy e dei dati personali.

Molti dei più grandi imprenditori e Big della Rete hanno dovuto fare i conti con le richieste di cancellazione dei dati.

Google, infatti, ha già dovuto eliminare la maggior parte delle sue ricerche, in modo da preservare la reputazione degli utenti.

Diritto all’oblio: di cosa si tratta

Dal 25 maggio 2018 è entrato in vigore il General Data Protection Regulation, meglio conosciuto con l’acronimo di GDPR.

Il Regolamento Europeo prevede una maggiore protezione dei dati degli utenti che navigano in rete.

A distanza di un anno è stato anche attuato il regolamento relativo al Diritto all’oblio che ne stabilisce la portata e i limiti.

Inizialmente il Diritto all’oblio veniva riconosciuto solo a livello giurisprudenziale, pertanto veniva applicato caso per caso senza che vi fossero delle specifiche e/o modalità di attuazione.

Nel Regolamento Europeo per Diritto all’oblio si intende il diritto di ottenere la cancellazione di informazioni pregiudizievoli riguardanti reati commessi in passato.

In aggiunta è possibile avanzare la richiesta che le stesse notizie personali  non siano diffuse attraverso mezzi di informazione, come internet.

A tal riguardo, è possibile richiedere la non divulgazione o addirittura la rimozione completa di notizie circolanti in rete che sono ritenute lesive per la propria reputazione.

Per questo una persona che ha commesso un atto pregiudizievole può richiedere agli operatori della rete, come Google, Facebook, Wikipedia e varie testate giornalistiche, di rimuovere articoli, foto o video che lo raccontano.

Inoltre, potranno anche essere cancellati i risultati di ricerca ad essi correlati.

Cancellare dati

Diritto all’oblio: GDPR e regolamentazione

Chiaramente il Diritto all’oblio è stato creato per preservare i dati e la privacy della persona, in particolar modo per non ledere la sua reputazione.

Tuttavia, non può essere applicato sempre, bensì vi sono dei campi e delle modalità ben definite.

La Corte Europea e la Corte di Cassazione hanno stabilito dopo diverse sentenze che il Diritto di cronaca prevale senza alcuna esitazione sul Diritto all’oblio, nel GDPR trova un principio di applicazione leggermente diverso.

In questo caso il Diritto all’oblio è definito anche Diritto alla cancellazione, la normativa è citata in tre diversi articoli del Regolamento, precisamente gli articoli 17,18 e 19.

Nell’articolo 17  sono descritte le condizioni che permettono al diretto interessato di avanzare la richiesta di cancellazione dei dati presenti on-line. Infatti, i dati possono essere rimossi in diversi casi:

  1. quando i dati personali non sono necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti;
  2. se l’interessato revoca l’autorizzazione il consenso al trattamento;
  3. se l’interessato si oppone al trattamento della notizia ai sensi dell’articolo 21 e non sussistono motivi validi per procedere alla divulgazione dei fatti;
  4. quando i dati personali sono trattati illecitamente;
  5. se e quando il tribunale ne ordina la cancellazione;

articolo 17

Allo stesso modo sempre nell’articolo 17 viene specificato quando il Diritto all’oblio non si può applicare.

In primis il Diritto di cronaca prevale sul Diritto di cancellazione, per questo se la notizia è ancora di interesse pubblico e hanno una certa rilevanza non sussiste alcun motivo per procedere all’eliminazione.

Anche nel caso in cui ci siano obblighi legali a cui adempiere i dati non possono essere cancellati.

Allo stesso modo non è possibile procedere con l’attuazione del Diritto all’oblio quando i risultati archiviati sono utili ai fini di una ricerca scientifica, storia o statistica.