Bosco_delle_Querce realizzato per ricordare il Disastro di Seveso (Fonte Wikipedia)
adv

A Meda, sabato 10 luglio 1976, fuoriuscì una nube tossica di diossina TCDD che causò un vero e proprio disastro ambientale: il Disastro di Seveso

E’ giusto ricordare nel giorno dell’anniversario l’immane tragedia che colpì, il 10 luglio del 1976 (tra le ore 12:28 e le 12:37), un’ampia zona della bassa Brianza (Lombardia), quando l’area fu investita da una nube di diossina TCDD (tra le sostanze chimiche più tossiche e letali al mondo). 

I comuni colpiti dalla nube furono: Barlassina, Bovisio, Cesano, Desio, Lentate sul Seveso, Masciago, Meda, Nova Milanese, Seregno e Varedo.

Epicentro del Disastro di Seveso fu l’azienda ICMESA (Industrie Chimiche Meda Società Azionaria), al confine tra Seveso e Meda

Disastro di Seveso: tra i peggiori che la Storia ricordi 

Il settimanale statunitense Time stilò, nel 2010, una classifica dei più catastrofici incidenti ambientali. Seveso è stato inserito all’ottavo posto. 

Per la CBS, il Disastro di Seveso è tra le 12 peggiori catastrofi dovute alla mano dell’uomo. 

Le conseguenze dirette

Una catastrofe di tal fatta non può essere misurata semplicemente con dei numeri, ma questi ultimi servono per far comprendere maggiormente ciò che è accaduto. A causa della diossina, ed era la prima volta che una nube tossica fuoriusciva da una fabbrica per danneggiare l’ambiente circostante, 676 persone furono sfollate (per la decontaminazione), più di 3000 animali morirono a causa delle esalazioni letali e altri 76000 furono abbattuti. Nessuna persona è morta o è rimasta ferita, fortunatamente, a causa di questo disastro ma i danni economici furono rilevanti. 

Cosa accadde realmente quel giorno?

L’intenzionale arresto del lavoro senza il conseguente raffreddamento della massa ebbe come conseguenza il danneggiamento del sistema di controllo di uno dei reattori chimici adibiti alla realizzazione del triclorofenolo, sostanza presente in molti diserbanti. 

Senza più controlli la temperatura oltre i limiti consentiti. In questo modo l’esotermicità della reazione non era più contrastata. Si evitò un disastro maggiore grazie all’apertura, in tempo, delle valvole di sicurezza. 

La temperatura raggiunta fino a quel momento era talmente alta da provocare una reazione a catena che comportò la formazione di una nube di diossina TCDD. Quest’ultima fuoriuscì nell’ambiente esterno, per poi essere trasportata in direzione sud-est.

Si discute ancora molto sulle conseguenze fisiche per gli abitanti della zona interessata. Quello che è certo e che la vita di tante persone è cambiata per sempre e nessuno potrà ridare loro ciò che hanno perso.

La direttiva europea 82/501/CEE 

Il disastro comportò la realizzazione, a livello della CEE (Comunità Economica Europea), della Direttiva 82/501, meglio conosciuta come Direttiva Seveso. Un cambio epocale per quanto concerna la tutela ambientale.