Dispositivi protezione individuale
In Italia, quasi ogni giorno, assistiamo ad incidenti sui luoghi di lavoro, molti di questi sono dovuti al mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.
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In Italia, quasi ogni giorno, assistiamo ad incidenti sui luoghi di lavoro, molti di questi sono dovuti al mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Scopriamo a cosa servono e come possono tutelare l’incolumità del soggetto che l’indossa

I dispositivi di protezione individuale, detti anche DPI, hanno la funzione di salvaguardare la persona che l’indossi o comunque li porti con sé, da rischi per la salute e la sicurezza. Oltre ai DPI esistono anche dispositivi di protezione collettiva (DPC), che  proteggono un insieme di persone collettivamente. In base alla pericolosità dell’attività che il soggetto svolge sono previsti dispositivi specifici. Questi dispositivi devono essere impiegati obbligatoriamente quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione o da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o ancora da procedimenti di riorganizzazione del lavoro.

Cosa sono i dispositivi di protezione individuale?

Il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08), così come modificato dal D.Lgs. 19 febbraio 2019, n. 17, stabilisce che per dispositivo di protezione individuale si intende:

“qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”.

Quali requisiti di legge devono possedere?

Ai sensi di quanto previsto dall’art.76 D.Lgs 81/08, i DPI devono possedere le seguenti caratteristiche:

  1. essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore;
  2. essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;
  3. tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;
  4. poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità.

Infine, nel caso di uso simultaneo di più DPI, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell’uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti.

Differenziazione in categorie dei dispositivi di protezione individuale

I DPI generalmente vengono suddivisi in tre macro categorie, in ordine crescete direttamente collegato al grado di rischio connesso all’attività lavorativa.

Nella prima categoria, rientrano tutte le attrezzature di protezione collegati ad attività lavorative a basso rischio, per tali dispositivi è sufficiente un’autocertificazione del produttore che ne attesti la conformità. Nella seconda categoria, invece, rientrano tutti i DPI utilizzati in quelle attività con rischio significativo. In questo caso per attestarne la conformità alle prescrizioni normative è richiesto un attestato di certificazione di un organismo di controllo autorizzato. Infine, nella terza categoria, sono inclusi, invece, i dispositivi che proteggono il lavoratore da danni gravi o permanenti per la sua salute, o dal rischio di morte. Per poterli utilizzare questi dispositivi è previsto un addestramento obbligatorio e specifico.

Gli obblighi del datore del datore di lavoro

Il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro impone al datore di lavoro una serie di obblighi tra cui:

  • Nella scelta dei DPI il datore di lavoro deve:
  • effettuare l’analisi e la valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri mezzi;
  • individuare le caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi siano adeguati ai rischi;
  • valutare, sulla base delle informazioni e delle norme d’uso fornite dal fabbricante le caratteristiche dei DPI e se sussistono le condizioni aggiorna la scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi di valutazione.
  • Il datore di lavoro, inoltre, è chiamato ad individuare le condizioni di utilizzo di un DPI facendo riferimento in particolare: all’entità del rischio; alla frequenza dell’esposizione al rischio; alle caratteristiche del posto di lavoro di ciascun lavoratore ed alle prestazioni del DPI.
  • Fornire ai lavoratori i DPI conformi ai requisiti previsti.
  • Assicurare l’efficienza e le condizioni d’igiene dei DPI, occupandosi di manutenzioni, riparazioni e sostituzioni necessarie.
  • Destinare ogni DPI ad uso personale e fornire istruzioni comprensibili per i lavoratori.
  • Informare i lavoratori di quali sono i rischi dai quali vengono protetti grazie ai DPI.
  • Assicurare una formazione adeguata, organizzata ed uno specifico addestramento circa l’uso corretto e l’utilizzo pratico dei DPI. Per i DIP di terza categoria l’addestramento deve essere documentato e verificato.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.