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Un Paese senza memoria è un luogo triste

Sono giorni che si parla del collaudo del Ponte di Genova. Il fu “Morandi”, che tanta sciagura ha procurato, è stato rimpiazzato da una struttura, proprio in questi frangenti, sottoposta a verifiche e test di resistenza.
Carico, taratura e pesatura di autoarticolati, utilizzati per le numerose e complesse operazioni, prove ed analisi.
E’ iniziata quella che i tecnici definiscono “fase 0” e si proseguirà con prove di staticità e quanto altro necessario ed opportuno, per l’inaugurazione finalizzata all’entrata in funzione.

Al vertice Europeo è rissa furibonda e, in verità senza molta meraviglia da parte nostra, ci viene comunicato – ancora una comunicazione, tanto per non cambiare  – che il problema è assai “tosto”.

Lo si era compreso da tempo; tutto l’ottimismo sciorinato aveva dato l’impressione di una ennesima divulgazione insensata, rispetto allo stato dei fatti e delle cose.
L’accordo appare ancora possibile, con la collaborazione di tutti, ma non sulle cifre più volte diffuse. I “frugali” oppongono resistenza e – vedrete – dovesse, finalmente, arrivare fumata bianca, qualcuno si autoproclamerà assoluto vincitore, circa il risultato raggiunto.
Il negoziato è complicato, ma chi doveva ben averne contezza, evidentemente, pensava ad altro.
Intanto, ci dicono, è meglio un accordo ambizioso che rapido. Sarà, ma qualche ragionevole dubbio persiste.

Le scadenze fiscali incalzano, da domani, al 31 luglio, un autentico slalom tra 142 scadenze; per un Paese allo stremo, o forse anche oltre, sembrano veramente tante, rispetto agli annunci – ancora annunci e divulgazioni – su sostegni e aiuti vari.
A proposito: chi li ha visti? E come? In che misura?

La scuola “langue”, tra poche certezze e infiniti dubbi, ma il problema è appena percepito e la vasta platea interessata ancora non ha sicurezze sulla ripresa.
La data fissata è il 14 settembre; ma, anche in tal contesto, come ripartirà l’anno scolastico? In che maniera si potrà riprendere la didattica diretta?

Quanta “carne al fuoco”; per tacere degli affanni che ancora ci affliggono con il corona virus. Il mondo è ancora sotto assedio della terribile pandemia.

Qui, dalle nostre parti, continuano gli episodi assurdi; chi parcheggia su un posto destinato ai disabili, viene – giustamente – sanzionato, ma aggredisce le Forze dell’Ordine dopo, per giunta, aver minacciato gli agenti.

Mario Paciolla, nostro concittadino, è stato trovato assassinato in Colombia. Un volontario ONU che lavorava a progetti sociali difficili. Si paventa un nuovo caso Regeni.

I ricordi offuscati o sconosciuti?

Arriviamo, così, al punto focale della giornata: anniversario della strage di via D’Amelio. Alle ore 16,58, del 19 luglio 1992, il giudice Borsellino cadeva vittima di un attentato dinamitardo. Paolo Borsellino con gli uomini della sua scorta furono trucidati.
Uomini fedeli ai valori delle Repubblica, uomini dello Stato; Borsellino, appunto, affermava che chi muore per la legalità, non muore invano.
Lo ha ricordato il Presidente della Repubblica e ne ha sottolineato l’estrema attualità Antonino Gullo. L’unico agente di Polizia sopravvissuto a quella sciagura.
Sono trascorsi 28 anni e ancora si cerca qualche verità sconosciuta.

Le nostre colpe, il nostro fallimento – quello, segnatamente, della mia generazione – sta nel non aver saputo dare esempi.

Oggi, e le prove sono provate, ci si arrovella nel cercare la notizia dove non esiste attualità; ci si chiede, quasi come al mercato, se interessa un prodotto, anziché un altro. Andiamo a “pescare” fuori confini elementi culturali, per cui basterebbe una semplice nota, ma tralasciamo quanto sta accadendo “sotto il nostro naso” per quanto afferisce a eventi e cultura.
Facciamo confusioni – e non me ne spiego il motivo – tra vanti nostrani, assolutamente peculiari per determinati aspetti indigeni, e le invasioni di campo su tematiche non strettamente relative al contesto analizzato.
Insomma, davvero una scarsa manifestazione di competenza e un’applicazione assolutamente avulsa – se non finanche errata – da ciò che dovrebbe significare l’informazione.
La curiosità, l’interesse, la passione, tutti infarciti di autoreferenzialità o di riscontri personali.

Intelligenti pauca, ma anche questo, più volte, ho tentato di spiegarlo.

Auguri a voi.