Coronavirus e le misure di contrasto italiane
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Oggi via libera alle nuove misure sanitarie volte a contrastare il Coronavirus. Droplet si rafforza

La parola inglese droplet è traducibile, in italiano, con gocciolina e ultimamente è salita agli onori della cronaca perché è stata utilizzata nel recente decreto governativo (1° marzo) contenente le misure di sicurezza da adottare per contrastare il nuovo Coronavirus, il SarsCoV2.  

Il riferimento alle goccioline (di saliva) concerne la distanza corretta che dobbiamo assumere per evitare che la nostra saliva non giunga alle persone a noi vicine.

Il nuovo decreto Droplet anti Coronavirus

Proprio in queste ore, 4 marzo 2020, verrà diffuso il nuovo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri volta sia ad implementare le misure sanitarie di emergenza sia a rafforzare la nostra economia, duramente colpita dal virus.

Ieri pomeriggio il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha discusso delle nuove misure da adottare con i capigruppo dei vari gruppi parlamentari e con i capidelegazione della sua maggioranza. Insieme a lui si trovava il Ministro della Salute, Roberto Speranza (LeU).

Misure sanitarie

Per evitare il diffondersi del contagio non ci saranno manifestazioni di alcuni tipo per almeno 30 giorni, così da impedire l’affollamento di persone e distanziarsi tra noi di almeno un metro.

I musei saranno aperti ma le entrate saranno contingentate mentre le partite di calcio avverranno, molto probabilmente, a porte chiuse.

Sarà previsto anche un aumento, nei vari ospedali italiani, del 50% di posti riservati alla terapia intensiva.

In generale bisogna, inoltre, evitare di stringere le mani e di abbracciarsi.

La risposta economica

Dovrebbe essere sforato il deficit per 3 miliardi e 600 milioni di euro ma se ne dovrebbe discutere questo venerdì, 6 marzo, alle Camere.

Nel frattempo, secondo i dati aggiornati dalla Protezione Civile al 3 marzo, i malati italiani da SarsCoV2 sono 2.263 e i morti 79 i morti.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.