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Cosa cambia (di nuovo) nel nostro futuro televisivo, tutto quello che c’è da conoscere sul DVB-T2

Nato nel 2007, lo standard delle trasmissioni televisive digitali (il Digitale Terrestre) ci ha già costretti a comprare nuovi costosi decoder per continuare a guardare i programmi televisivi, ora, a distanza di 15 anni sta accadendo di nuovo!

Digital Video Brodcasting

L’abbreviazione DVB-T2 sta per Digital Video Brodcasting – Second Generation Terrestrial, ovvero l’aggiornamento del consorzio europeo DVB per la fruizione delle trasmissioni televisive tramite la familiare antenna (non la parabola per il satellite) ma in modalità digitale.

Definito nei primi anni 2000, la prima transizione dal tradizionale segnale analogico con l’antenna al segnale digitale ha visto luci ed ombre.

L’introduzione della novità ha consentito il moltiplicarsi dei canali trasmissivi, aumentando a dismisura le frequenza disponibili.

Allo stesso tempo, però, ha reso obsoleti all’improvviso tutti gli impianti televisivi installati nelle case degli italiani.

Alla fine del 2012 l’intero territorio italiano era coperto dal nuovo sistema trasmissivo, ed ora si riparte con un nuovo cambiamento radicale.

DVB-T2 HVEC

Sebbene la nuova tecnologia verrà introdotta dalla metà del 2022. Cominciamo a comprendere cosa cambierà e quali saranno le tecnologie impiegate.

Innanzitutto, la qualità delle trasmissioni registrerà un significativo balzo in avanti, raggiungendo i 4K o addirittura gli 8k, in funzione dell’apparecchiatura utilizzata come decoder (acquistato separatamente o integrato nel televisore).

Le apparecchiature DVB-T2 raggiungeranno la definizione in 4K, mentre per guardare trasmissioni con qualità 8k occorrerà dotarsi di decoder DVB-T2 HVEC (High Efficiency Video Coding, ovvero Codifica Video ad Alta Efficienza).

Perché è nato il nuovo standard

La nuova tecnologia è stata introdotta non soltanto per migliorare la qualità delle trasmissioni televisive, ma, soprattutto, per liberare le frequenze precedentemente occupate dalle trasmissioni televisive.

Così da renderle disponibili alle comunicazioni di telefonia mobile dedicate al famigerato 5G e, almeno nelle intenzioni, dar vita alla cosiddetta IOT (Internet of Things).

La decisione di spostare le bande di trasmissione dei 700 MHz (frequenza da 694 a 790 MHz) per assegnarle al 5G è stata presa dalla Commissione Europea, non quindi dai singoli Stati dell’Unione Europea isolatamente.

Lo standard 5G consentirà di migliorare la velocità e la banda di connettività ad internet sia per le reti domestiche che per i dispositivi mobili quali cellulari e tablet.

Cosa accadrà dopo lo switch-off

Come accadde in occasione del primo cambio di tecnologia, dall’analogico al digitale di prima generazione, anche per il DVB-T2 solo gli apparecchi televisivi di recentissima costruzione sono già predisposti alla novità.

Purtroppo, salvo che non sostituiamo completamente i nostri televisori, riappariranno nelle nostra case gli antiestetici e costosi decoder esterni.

Attenzione, però a scegliere bene, solo i decoder più avanzati avranno la codifica HEVC e saranno in grado di fornire le prestazioni più elevate, a patto però di essere disposti a spendere le cifre estremamente alte necessarie per l’adeguamento.

È appena il caso di informare che il Governo ha previsto un Bonus TV, che prevede un bonus di 50 euro, erogabile però solo a coloro che possono presentare un modello ISEE inferiore ai 20.000 euro.