Pong, il noto videogame di casa Atari
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Si è spento lo scorso 26 maggio a Los Angeles Samuel Dabney, co-fondatore di una delle prime aziende produttrici di videogame

Il 26 maggio 2018, a Los Angeles (California, Stati Uniti d’America), è morto a 81 anni Samuel Frederick Dabney Junior. Dabney, soprannominato Ted, in Italia forse è ingiustamente poco conosciuto. Stiamo parlando, infatti, di uno dei fondatori della società Atari che ha rappresentato, per l’universo videoludico, l’inizio dell’era dei giochi arcade.

Una breve biografia

Ted Dabney nacque il 15 maggio 1937 a San Francisco. Dopo aver prestato l’usuale servizio militare, spinto dalla passione per l’elettrotecnica, divenne ingegnere e fu assunto alla Ampex, società di elettronica statunitense fondata nel 1944 da Alexander Michael Poniatoff. Proprio in quest’ azienda conobbe Nolan Bushnell che gli propose, poco tempo dopo essersi conosciuti, di fondare insieme un’azienda per la produzione di giochi elettronici. Dopo essersi misurati con alcuni videogiochi preliminari, i due lanciarono Atari il 27 giugno 1972, riscuotendo (come vedremo tra poco) un successo immediato. Nonostante ciò, Dabney uscì dalla società già nel 1973.

Cosa sono gli arcade?

Con la parola arcade si indicano le macchine-videogame da postazione, funzionanti a gettoni e diffuse nelle sale giochi degli Stati Uniti a partire dagli anni Settanta del Novecento. In realtà, già un ventennio prima alcuni studenti americani di ingegneria avevano progettato primi prototipi che però non trovarono grande diffusione presso il pubblico più giovane. William Higinbotham produsse uno schermo-oscilloscopio con cui era possibile disputare partite di tennis mentre Steve Russell creò Spacewar, gioco che solo in un secondo momento si sarebbe evoluto nell’arcade Asteroids.

Pong, il principale successo di Atari

Ted Dabney, insieme al suo amico e socio Nolan Bushnell con cui diede vita all’azienda Atari, seppe adeguatamente sfruttare parte dei risultati conseguiti dai suoi “predecessori” realizzando il pioniere delle future console: Pong. Ispirandosi al videogame della Magnavox Odyssey che proponeva, come già fatto da Higinbotham, un gioco di tennis, i due ingegneri confezionarono il loro arcade usando un monitor in bianco e nero, un hardware ed un contenitore del latte per raccogliere i gettoni. Luogo di sperimentazione nel 1972 fu l’Andy Capp’s, un bar di Sunnyvale in California: qui, Pong ebbe un grandissimo successo, tale da portare al blocco della macchina a causa delle troppe monetine rimaste “ingolfate” al suo interno.

Tra alti e bassi Atari ha continuato ad operare sino al gennaio 2013, quando ne fu dichiarato il fallimento in tribunale. Ma i Miti, come si sa, non muoiono mai…

Angelo Zito

Alessandro Maria Raffone