Ecco il costo dei biglietti del turismo spaziale proposto da Elon Musk
Ecco il costo dei biglietti del turismo spaziale proposto da Elon Musk
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Il visionario CEO di SpaceX rivela i probabili costi di un biglietto di andata e ritorno dal pianeta rosso

Dopo aver creato la prima auto elettrica a guida autonoma, le prime navicelle spaziali orbitali private, ora Elon Musk propone il turismo spaziale, spingendosi fino a Marte.

Quando la realtà raggiunge la fantascienza

Il pianeta rosso sta invadendo i sogni di sempre più persone. Di una missione con equipaggio umano sul quarto pianeta, oramai si parla sempre più spesso, spingendosi addirittura a prevedere insediamenti permanenti. Nonostante l’entusiasmo crescente, però, i programmi spaziali delle potenze come USA, Russia e Cina, non sembrano essere in grado di assicurare con costanza ed economicità neanche i rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale. Dove si fermano le Agenzie Spaziali nazionali, intervengono le grandi società private a riempire il vuoto. È proprio il caso di SpaceX, creata da Elon Musk, che già ora è capace di operare con vettori riutilizzabili e con costi enormemente inferiori a quelli statali.

Agenzia di viaggio spaziale

Musk ha da già venduto nel settembre dello scorso anno il primo biglietto turistico per la Luna e ha già realizzato viaggi orbitali a pagamento per ricchi magnati. Ora, come ci ha ormai abituato ad aspettarci, si è spinto ancora oltre, e pubblicizza il turismo su Marte con i razzi della sua società. L’obiettivo, secondo il CEO di SpaceX sarà raggiunto entro massimo 10 anni ed il costo di ciascun biglietto sarà “astronomico”.

In pratica, ancora non è chiaro quanto costerà il primo viaggio turistico su Marte, tuttavia, Elon Musk ha espresso così il suo pensiero in un recente tweet:  “Molto dipende dal volume, ma sono fiducioso che andare su Marte (il biglietto di ritorno è gratis) un giorno costerà meno di 500.000 dollari e forse anche sotto i 100.000 dollari. Abbastanza basso per le persone che vivono in economie avanzate, che potranno vendere la casa sulla Terra e trasferirsi su Marte, se vorranno”.

Alla scoperta del pianeta rosso
Alla scoperta del pianeta rosso

Come ti restringo il budget

La via per conseguire l’indispensabile contenimento dei costi, e di conseguenza abbassare i prezzi dei biglietti spaziali, passa per la riusabilità dei razzi, con un numero di posti elevato.

In effetti, da tempo la SpaceX lavora alla realizzazione di un veicolo spaziale riutilizzabile più e più volte, capace di trasportare in sicurezza fino a cento passeggeri paganti fino al quarto pianeta del nostro sistema solare.

Il nome della navetta è già stato scelto e il trasporto si chiamerà “Starship”. Il lanciatore vero e proprio, tuttavia, sarà un secondo razzo di maggiore potenza, che porterà Starship fin oltre l’attrazione terrestre. Anche questo veicolo, denominato “Super-Heavy”, sarà ovviamente riusabile. Secondo le prime indicazioni della società spaziale privata il propellente scelto per dare potenza ai motori sarà formato da ossigeno liquido e metano.

I motori più potenti di sempre

I motori, chiamati RAPTOR, sono già stati realizzati e testati. Lo stesso Elon Musk ne ha postato su Twitter una foto in occasione della prima accensione avvenuta con successo.

Durante i test i Raptor hanno raggiunto una potenza di 268,9 bar, equivalenti a 274,2 chili di forza per centimetro quadro, risultando i motori più potenti ufficialmente dichiarati. Il propellente utilizzato è pensato per poter essere prodotto ed immagazzinato nei serbatoi anche su Marte.

È infatti impensabile che il vettore porti con se dalla Terra il carburante anche per il viaggio di ritorno, che necessariamente verrà sintetizzato a destinazione. Nella configurazione definitiva, il lanciatore Super-Heavy verrà equipaggiato con 31 motori Raptor, mentre ne saranno sufficienti solo 7 per la Starship.

Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.