El Chapo estradato negli USA (Fonte Wikipedia)
El Chapo estradato negli USA (Fonte Wikipedia)
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Negli Stati Uniti d’America, ieri, il messicano El Chapo può dire addio alla sua carriera criminale, essendo stato considerato colpevole di 10 capi d’imputazione

El Chapo, il cui vero nome è Joaquín Archi Guzmán Loera, è famoso in tutto il mondo alle famose serie televisive, targate Netflix, El Chapo e Narcos: Mexico.

Il processo al noto narcotrafficante messicano si è tenuto a Manhattan, New York, presso un carcere di massima sicurezza (al Metropolitan Correctional Center)  ed è terminato con un verdetto di colpevolezza per 10 capi d’imputazione.

I reati contestati

I reati che sono stati contestati a El Chapo sono in pratica quelli visti nelle serie televisive a lui dedicate: commercio illecito di armi; traffico di droga; diversi stupri a danno di minorenni e non; riciclaggio di denaro sporco; organizzazione di un gruppo per fini illeciti (criminalità organizzata).

Perché il processo negli Stati Uniti?

Durante la sua lunga carriera criminale, El Chapo è riuscito a scappare per ben due volte da carceri di massima sicurezza messicani. Durante il suo ultimo incarceramento in territorio messicano, Guzmán riuscì a far assassinare il giudice Vicente Antonio Bermúdez Zacarías (mentre quest’ultimo stava facendo jogging), il 19 gennaio 2017.

Maglietta con l'effige di El Chapo (Fonte Flickr)
Maglietta con l’effige di El Chapo (Fonte Flickr)

Il governo degli Stati Uniti d’America ha ritenuto più opportuno prenderlo in custodia, avendo diversi conti in sospeso con il narcotrafficante. La successiva estradizione è avvenuta con il pieno consenso del governo messicano, con la clausola di non applicare la pena capitale per El Chapo.

La storia sembra essersi conclusa il 12 febbraio 2019 nello Stato di New York quando, dopo 6 giorni di camera di consiglio, la giuria popolare ha dichiarato Joaquín Archi Guzmán Loera colpevole di tutti i 10 capi di accusa. Il verdetto sarà reso pubblico il 25 giugno di quest’anno.

Il resto della vita in carcere

Con questa storica decisione, da molti paragonata al processo intentato ad Al Capone negli Anni Trenta, si concluderà la carriera criminale di un pericoloso personaggio che ha commesso numerosi crimini tra Messico e Stati Uniti. Infatti, è molto probabile che la pena sarà il carcere a vita.

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.