Approvato, ieri, alla Camera il decreto di conversione del dl elezioni. Il voto di regionali, amministrative e referendum costituzionale slitterà in autunno
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Approvato, ieri, alla Camera il decreto di conversione del dl elezioni. Il voto di regionali, amministrative e referendum costituzionale slitteranno in autunno

Elezioni regionali e referendum costituzionale slittate in autunno, tra il 15 settembre e 15 dicembre. È passato, ieri alla Camera, il decreto di conversione che istituisce l’Election Day. Venerdì, 19 giugno, il testo approderà al Senato per il si definitivo.

Le novità del decreto di conversione

Accorpate le consultazioni Regionali ed Amministrative con il Referendum costituzionale confermativo del taglio del numero dei parlamentari. Le consultazioni si svolgeranno in due giorni (domenica e lunedì) anziché in uno solo. ridotto di un terzo il numero delle firme richiesto per la presentazione delle liste comunali e circoscrizionali e per le regionali, fatto salvo il diritto per ogni Regione di derogare.

La finestra elettorale, come anticipato spazia dal 15 settembre al 15 dicembre, la maggioranza però sarebbe orientata a scegliere la prima data utile cioè quella del 20 e 21 settembre ed fissare al 4-5 ottobre l’eventuale ballottaggio per le Amministrative.

Le regioni a statuto ordinario interessate sono: Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Campania e Puglia. I poteri dei consigli regionali interessati, di norma, sarebbero scaduti il 31 maggio di quest’anno. Tuttavia, a causa dell’emergenza sanitaria il Governo ha deciso di prorogarli di 3 mesi in modo da permettere lo svolgimento in sicurezza delle consultazioni.

Protocollo sanitario

Al fine di prevenire il rischio di contagio da COVID-19, si dispone che le consultazioni elettorali e referendarie dell’anno 2020 si svolgano nel rispetto delle modalità operative e precauzionali previste dai protocolli sanitari di sicurezza adottati dal Governo.

Dove si svolgeranno le prossime elezioni?

Tra le questioni che affliggono la maggioranza c’è il problema del luogo in cui far svolgere le consultazioni. I luoghi adibiti a seggio elettorale sono da sempre i plessi scolastici ma considerato il disastroso anno scolastico appena trascorso in molti chiedono la scelta di un altro luogo per lo svolgimento delle elezioni. Tra le tante voci, arriva l’appello del governatore del Lazio Nicola Zingaretti ai Ministri dell’interno e dell’Istruzione e alle Prefetture. Il segretario del PD, ieri in una videoconferenza dall’Ospedale Spallanzani di Roma, ha dichiarato: “Viste le scelte di carattere elettorale, sarebbe bene uno sforzo, da parte del governo, affinché i seggi siano in luoghi separati dalle scuole, come ad esempio le palestre…Possiamo votare in appositi gazebo, negli uffici in cui ancora si lavora in smart working, negli uffici postali, nelle caserme, come peraltro si fa in Europa. Siamo sicuri che il governo troverà la soluzione più giusta per consentire ai nostri alunni di non perdere ulteriori giorni di lezione. Non possiamo permettercelo, perché l’istruzione è un diritto che non merita ulteriori compressioni”.

L’idea del Segretario del Partito Democratico può offrire ottimi spunti di riflessione, ciò che non si capisce è perché non si è pensato di discuterne già prima all’interno della maggioranza, anziché annunciarla senza prima averne discusso nelle opportune sedi.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.