Elettra, la supermoto da strada completamente “green”morde la strada
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L’Italianissimo marchio RONDINE rivisita la moto elettrica collegando Gabriele D’Annunzio con Puccini.

La storia della RONDINE moto è antica e romantica, ed affonda le sue radici nel passato dell’Italia della provincia remota.

Le RONDINI, tra aeromobili e le due ruote

Ufficialmente nato alle soglie del nuovo millennio, nel 2000, il marchio Rondine, proposto dai fratelli Filippo e Marco Nuccitelli ha legami forti con il secolo precedente. Era il 1925 e la CNA (Compagnia Nazionale Aeronautica), fabbrica di motori aeronautici e di moto da competizione, progetta un innovativo quattro cilindri motociclistico di 500 cc di cilindrata, capace di far “volare” la moto che lo avrebbe montato.

La storia segreta di un sogno

LA CNA era stata fondata da un gruppo di veterani dell’impresa di Fiume, con Gabriele D’Annunzio. In quei giorni Giacomo Puccini scriveva l’opera “La Rondine”. Il compositore era amico dei progettisti della CNA e la sua ultima creazione ispirò il nome della potente motocicletta, così come di una fortunata serie di progetti aeronautici. Terminata la guerra, smantellata la flotta aerea, la CNA e la moto sviluppata dai suoi ingegneri pian piano caddero nel dimenticatoio,  fino a che la famiglia Nuccitelli non lo ha riscoperto e potenziato.

Quattro modelli differenti, quattro splendidi cavalli di razza

La nuova compagnia, la Rondine Motor, nel 2005 ha progettato il primo prototipo della nuova Rondine, il modello RRV1, con prestazioni da moto da competizione. A distanza di cinque anni, il core business è diventato quello di costruire moto totalmente elettriche, denominate ELETTRA, con il marchio RONDINE.

Ad oggi i modelli sono quattro, la Elettra Motard, la Elettra Off-Road, Cafe Racer e la RRV1, ciascuna con caratteristiche specifiche e rivolte a segmenti di mercato differenti.

La tecnologia che spinge in alto le RONDINI

Tutti i modelli, però, sono accomunati da una tecnologia innovativa che le rende speciali. Ciascun esemplare delle ELETTRA ha un propulsore collegato alla ruota posteriore da trasmissione diretta, attraverso una catena. Mancando frizione ed ingranaggi, necessari nelle normali moto a motore termico, la trasmissione della potenza avviene senza praticamente perdite di energia, diminuendo il peso del veicolo e soprattutto il numero delle parti da manutenere, migliorando quindi drasticamente la fitness dell’intero manufatto.

Il propulsore che equipaggia tutti i modelli di Rondine utilizza una tecnologia che esalta intrinsecamente l’efficienza energetica e, al contempo, elimina la necessità di pesanti sistemi di raffreddamento ad olio o idraulici. È sufficiente il raffreddamento generato dall’aria che scorre attorno al motore elettrico. Il componente che ha maggiori necessità di raffreddamento è il pacco batterie, che si surriscalda durante l’erogazione di energia, tuttavia anche questo ha richieste di refrigerazione talmente contenute da non richiedere unità aggiuntive.

La riduzione delle parti in movimento riduce a sua volta la richiesta di alimentazione e, conseguentemente, aumenta l’autonomia in chilometraggio tra una ricarica e l’altra. Ovviamente la mancanza di fluidi in pressione, di parti meccaniche, di calore elevato e di trasmissioni di qualsiasi tipo riducono i costi di produzione, di manutenzione e, globalmente, aumentano la vita media del prodotto.

In bilico tra Business e crociata per lo Sviluppo sostenibile

Nonostante le ovvie necessità di trarre profitto dall’attività industriale di costruttore motoristico, la famiglia Nuccitelli ha intrapreso una vera e propria missione di stampo ecologista. Secondo Filippo Nuccitelli, non è banale proporre ad un pubblico conservatore come quello dei motociclisti un veicolo totalmente elettrico.

In pratica la proprietà è convinta della necessità di creare un cambio graduale di mentalità, favorendo la crescita di una community che creda in una mobilità intelligente e totalmente GREEN. Come molti che confidano in questa visione della crescita sostenibile, intendono utilizzare metodologie di azienda diffusa e lo strumento del crownfounding per finanziare gli sviluppi futuri della tecnologia e per aumentare la produzione del sito industriale. La fiducia dei piccolissimi investitori ha più il sapore di un sogno che della speranza di guadagno.

Ciascuno dei numerosi microinvestitori sente di partecipare alla costruzione di un mondo più pulito e sostenibile, ma , allo stesso tempo potente e forse ancora più veloce di quello sporco e rumoroso che lo ha proceduto.

Sinergia tra auto e moto elettriche

In questo ambito rientrano anche iniziative quali le partecipazioni ai gran premi della Formel-E, il circus della motoristica che fa eco alla Formula 1 ma che utilizza trazione totalmente elettrica.

In realtà anche la più ruggente Formula 1 sta impiegando power unit elettriche sulle sue monoposto da 350 km all’ora. Probabilmente, però, il fascino delle fiamme che escono dagli scarichi rossi di calore crea suggestioni maggiori del sibilo delle monoposto elettriche che sfilano silenziosamente tra le vie di Roma o degli altri circuiti appositamente creati per loro.

Qualsiasi sia lo scopo reale ed i mezzi impiegati per realizzarlo, probabilmente le Rondini sono nate troppo presto per poter spiccare il volo in massa. Gli analisti prevedono che occorrano ancora alcuni lustri prima che la propulsione elettrica, specialmente nel campo delle moto da strada, possa realmente conquistare larghe fasce della popolazione motociclistica.

Nell’attesa non possiamo che incrociare le dita e sperare che coraggiose iniziative visionarie riescano a sopravvivere nelle nicchie del mercato, fino a sbocciare quando sarà il momento giusto.

Esempi blasonati ispirano il cammino

Iniziative simili, seppur in campo automobilistico, stanno tutta via prendendo sempre più terreno. Ci riferiamo ovviamente alla Tesla, la super car di Elon Musk che con la sua trazione esclusivamente elettrica è diventata il sogno di tanti adolescenti che prima fantasticavano di guidare una Ferrari o una Lamborghini.

Il tempo saprà chi vincerà la sfida della mobilità personale, sia attraverso l’auto che la motocicletta e, soprattutto, deciderà il momento in cui il rombante ed emozionante motore termico cederà definitivamente il passo al ragionevole e environment-friendly motore elettrico.

Anche la Piaggio ha in produzione modelli della fortunatissima VESPA totalmente elettrici ed equipaggiati con Intelligenza Artificiale.

Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.