Embrioni Chimera
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Perché il tecnologico Giappone spinge sulla ricerca degli embrioni chimera, secondo la visione di Hiromitsu Nakauchi

Il discussissimo embriologo giapponese Hiromitsu Nakauchi promette di rivoluzionare il campo dei trapianti di organo in esseri umani

Ricerca di punta in Giappone

La scarsità di organi da donatore limita enormemente la possibilità di salvare innumerevoli vite con i trapianti d’organo. Per ovviare a questo problema il Giappone sta premendo l’acceleratore sugli esperimenti che utilizzano embrioni chimera (uomo-pecora o uomo-maiale). Tra i molti ricercatori impegnati in questo campo, il più conosciuto è Hiromitsu Nakauchi, che ha svolto le ricerche più estreme nel settore.

Gli embrioni chimera

Il campo di studi di Hiromitsu Nakauchi è uno dei più discussi della ricerca biologica di frontiera e sviluppa tecniche per migliorare la crescita di embrioni che contengono materiale genetico di diversa provenienza, quindi non provenienti da genitori della stessa specie. In questo modo vennero prodotte le “scimmie mosaico”, presentate nell’anno 2012. Hiromitsu Nakauchi lavora all’Università di Tokio ed alla Stanford University e, secondo quanto dichiarato sul quotidiano giapponese Asahi Shimbun, è in procinto di creare organi umani all’interno di animali.

Il supermarket degli organi

Lo scopo della ricerca sugli organi chimera, del tutto umani e quindi compatibili con le esigenze di un trapianto, è quello di creare soluzioni on-demand al problema della scarsità di organi per i trapianti su esseri umani. In pratica, si tratterebbe di allevare schiere di animali cresciuti al solo scopo di essere sacrificabili per “donare” i propri organi ai pazienti in lista per il trapianto e che non trovano reali donatori umani. Tali animali sarebbero stati ottenuti da embrioni chimera appositamente progettati in laboratorio per appunto far crescere al loro interno organi compatibili con lo specifico ricevente umano ed evitare così problemi di rigetto. È evidente che, una volta tale tecnica sia applicabile su larga scala, avremmo riserve inesauribili di organi perfettamente idonei ad ogni tipo di trapianto nell’uomo.

LA tecnica degli embrioni chimera

La strategia di base per produrre embrioni con materiale genetico proveniente da più specie è concettualmente semplice, anche se allo stato attuale presenta ancora enormi difficoltà realizzative.

Impiegando tecniche di ingegneria genetica come la oramai arcinota Crispr-Cas9, vengono prodotti embrioni ospiti incapaci di generare specifici organi. Gli organi che l’embrione non è in grado di generare verrebbero garantiti dall’inserimento di cellule staminali pluripotenti umane (staminali indotte, cioè iPS, ossia cellule somatiche adulte riprogrammate per poter generare altri tipi di organi). Nel caso degli embrioni chimera si parla di Interspecies blastocyst complementation, facendo ovviamente riferimento al rimaneggiamento genico che deve avvenire necessariamente allo stadio di sviluppo dell’embrione denominato blastocisti. Operando in tal modo, la chimera è un embrione che include al suo interno cellule umane per la creazione di un organo interamente umano.

Il via libera della legge giapponese

Il ricercatore intende impiantare gli embrioni chimera generati in questo modo nell’utero di una madre surrogata, che ne consenta lo sviluppo e la nascita, come per la pecora Dolly. L’autorizzazione a tale ulteriore passo avanti non è però ancora stato dato dalle autorità di controllo, anche se secondo il Nature News sarebbe imminente. Nell’immediato futuro, quindi, non saranno ancora disponibili animali chimera completi.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.