Energia pulita dal trattamento delle acque reflue
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Per la prima volta gli impianti di depurazione delle acque nere producono energia invece che consumarla

Totally green i depuratori che utilizzano i batteri

Dai batteri l’energia “verde” di domani

Il futuro delle energie rinnovabili potrebbe essere legato ad un utilizzo innovativo dei batteri. Linee selezionate di microrganismi sono state indotte a produrre energia elettrica pulita e del tutto rinnovabile, a costi decisamente concorrenziali con altre tecnologie green.

La ricetta per trattare le acque reflue provenienti da scarichi civili o anche industriali e ricavarne energia ed acque più pulite è apparentemente semplice: una vasca di decantazione, i liquami, una manciata di batteri ed una scossa elettrica.

I batteri adatti a questo trattamento hanno un caratteristico colore purpureo, conferitogli dai pigmenti attraverso i quali assorbono l’energia proveniente dal Sole e la impiegano per il ciclo della fotosintesi. Attraversati da corrente elettrica, queste colonie di batteri generano idrogeno e contestualmente assorbono e trattengono il 100% del carbonio presente nei liquami trattati. L’idrogeno è idoneo alla produzione di elettricità, sia attraverso centrali di medie dimensioni, sia attraverso le celle a combustibile. Uno dei problemi della gestione dei rifiuti liquidi è appunto rappresentato dalle emissioni in atmosfera di gas di anidride carbonica, anch’essa responsabile di parte del riscaldamento globale. Secondo uno studio presentato dai ricercatori delle Università spagnole Re Juan Carlos e dell’Università di Alcalà de Henares, pubblicato sulla rivista Frontiers in Energy Research, l’impiego su larga scala di tale processo porterebbe ad una significativa riduzione delle emissioni di carbonio provenienti dal trattamento dei reflui.

OGM o non OGM?

Per realizzare quello che sembra un vero e proprio miracolo non è stato necessario indurre mutazioni nei batteri, che pertanto non sono OGM. Questo è un punto importante, in quanto, non essendo intervenuta la genetica, il loro utilizzo non è sottoposto a restrizioni e quindi possono essere liberamente impiegati.

Il metodo ricrea specifiche condizioni ambientali, che a loro volta inducono il metabolismo dei batteri a trasformare i liquami in idrogeno e proteine. Le proteine, a loro volta, possono essere utilizzate per ottenere mangimi animali o, in alternativa, bioplastica.

Batterie batteriche!

I batteri sono confezionati in vere e proprie “batterie” come quelle delle automobili, ovvero cassettine dotate di un polo positivo ed uno negativo. Fattori esterni quali la temperatura dei liquidi, l’intensità della luce ci sono esposti i microorganismi e tipologia di liquami sono fattori altrettanto critici e vanno controllati in modo preciso per ottimizzare la resa del processo.

In ogni microorganismo coesistono differenti vie metaboliche, attivate da differenti condizioni ambientali e che producono sostanze differenti al termine del ciclo. Inoltre, è importante comprendere che alcuni processi metabolici generano elettroni, altri li consumano.

Il metodo è definito dagli stessi sviluppatori come “bioelettrochimico” ed utilizza appunto un flusso di elettroni per attivare la via metabolica che cattura la luce solare e provoca una cascata di reazioni che porta ad un flusso di elettroni estremamente maggiore di quello fornito per avviare il ciclo.

Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.