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Quando i mutamenti sono ineluttabili

Rousseau professava, con sorprendente audacia, la persuasione che l’uomo fosse buono per natura, ma, nella stessa natura, non esiste né il bene e neppure il male.
In effetti, a ben pensarci, la natura viene connotata con molteplici esempi:  “Madre Natura”, così come esiste la “Madre Patria”,  la “Madre Lingua” o, anche, la “Madre di tutte le battaglie”.

Tutto ciò che afferisce alla definizione “Madre”, non può essere considerato cattivo. Eppure, in certi frangenti, anche eventi tragici e luttuosi vengono attribuiti a “Madre Natura”. Necessiterebbe, tuttavia, esaminare il comportamento umano, per risalire ai contrari eventi.

Nelle circostanze, quindi, non possono ravvisarsi, sempre e comunque, effetti positivi.
E’ dunque, in sintesi, un fenomeno di ostinata perpetrazione di convinzioni errate?
Potrebbe essere, ma non cambia l’esegesi degli avvenimenti.

L’importanza del rispetto delle regole

L’euforia di essere coinvolti in riforme, non sempre è un’amica saggia; ci possono essere riordini senza costi e che, quindi, hanno come unica finalità quella di giovare ad una funzionalità. E’ proprio in tale settore, che diventano peculiari le regole ed i rispetto delle stesse.

La professionalità è sempre frutto di un impegno e lo stesso impegno, se unito ad una passione, non conosce limitazioni e neppure confini.
Non ha orari da seguire o giornate segnate in rosso sul calendario; non è soggetto a riconoscimenti materiali e neppure può egemonizzare il campo di applicazione; non detta metodologie a piacimento e neanche può essere confinato in personalismi insensati.

Proprio in tal senso è sentita l’esigenza di regole e il bisogno, assoluto, di rispettarle.
Le regole, tuttavia, vanno stabilite, e scritte, per poter essere seguite e, nel contempo, non possono avere un tornaconto; devono, solo ed esclusivamente, essere adeguate ad una finalità che, generalmente, è sinergica ad una preciso obiettivo predeterminato.

Quando tali aspetti vengono trascurati, oppure addirittura autodeterminati, allora è imperante un dirimente chiarimento.
Succede spesso quando ci sono dei mutamenti, quando si recepiscono, in modo confusionale, accorgimenti in contrasto con precedenti convincimenti; insomma accadimenti, inevitabilmente ineluttabili se non ci si vuole adeguare ad un cambio di rotta. A tal punto le soluzioni non sono molte, anzi ridottissime; da una parte la pazienza per tentare di spiegare il come, dall’altra la capacità di comprenderne quando e perché.

Succede, sovente, che i due aspetti coincidano e, pertanto, l’andamento ne tragga giovamento; accade anche, purtroppo, che la pazienza si perpetri, disperdendosi, a discapito di una continua, errata, quasi “convinta”, caponaggine  nel reiterare errate convinzioni e, in tal caso, sfortunatamente, la parte che ci rimette è sempre quella meno attrezzata, all’elasticità ed alla inclinazione al rispetto dei dettami.

Conclusioni inevitabili

Il vulnus, tuttavia, va affrontato e risolto. Il principio basilare, cui ispirarsi, sta nel fatto che tutti siamo utili, ma, per fortuna, nessuno tra noi è indispensabile. Il solo, unico ed imprescindibile, obiettivo rimane l’efficacia al raggiungimento del traguardo.

Le asticelle, gli ostacoli, le ostruzioni, devono essere superati. Senza se e senza ma.
Costi quel che costi: in primis il risultato. Se può essere raggiunto con dispendio si energie “bonarie”, ma con riscontri positivi sarà un bene; in caso contrario qualcuno se ne dovrà fare una ragione.

Lucia De Martino