Approvato il Green Deal, un piano di investimenti decennale europeo che mira ad incentivare lo sviluppo dell’economia verde per contrastare il fenomeno del cambiamento climatico
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Approvato il Green Deal, un piano di investimenti decennale europeo che mira ad incentivare lo sviluppo dell’economia verde per contrastare il fenomeno del cambiamento climatico

Gli incendi che negli ultimi mesi hanno distrutto gran parte dell’Australia, uccidendo migliaia di animali e devastando centinaia di abitazioni o quelli che quest’estate si sono sviluppati in Siberia ed ancora il continuo ed inesorabile scioglimento delle calotte sono segni inconfutabili del cambiamento climatico.

Tutti questi disastri sono il risultato dell’opera scellerata dell’uomo che per decenni ha accantonato la questione ambientale per perseguire soltanto la logica del profitto. Tutte queste tragedie hanno scosso l’opinione pubblica che chiede ai governi di adottare nuove soluzioni green.

I rischi del cambiamento climatico

Gli effetti del cambiamento climatico sono molto più devastanti di quanto avessero previsto gli scienziati. Negli ultimi cinque anni, le temperature globali sono state le più alte fino ad oggi registrate, ed fenomeni atmosferici violenti ed improvvisi sono diventati sempre più frequenti. In base ai dati fin qui raccolti i meteorologi sono concordi nel ritenere che entro fine secolo la temperatura del pianeta salirà di circa 3 gradi, il doppio del limite fissato dagli scienziati per evitare serie conseguenze ambientali, economiche e sociali.

Allo stesso risultato è giunto anche il mondo economico che nel Global Risks Report del 2019 del World Economic Forum che tra i cinque rischi maggiori per il pianeta, afferma che, quattro sono direttamente collegati al cambiamento climatico. Siamo, ormai giunti al punto di non ritorno e non si può più ignorare il problema.

Un piccolo passo per migliorare la salute del nostro pianeta

L’annuncio è arrivato durante la riunione plenaria del Parlamento Ue a Strasburgo. Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea ha dichiarato: “Vogliamo raggiungere emissioni zero entro il 2050. Non possiamo fallire. Il piano per gli investimenti sostenibili adottato oggi dalla Commissione europea” punta a “mobilitare almeno mille miliardi di investimenti nei prossimi dieci anni” e invia un chiaro segnale a tutti: “quando si fanno investimenti occorre pensare verde“.

Il Green Deal prevede un abbattimento del 55% delle emissioni di gas  a effetto serra nell’Unione Europea entro il 2030. Per raggiungere l’obiettivo preposto, è necessario innanzitutto, convincere i Paesi europei dipendenti dal carbone ad utilizzare fonti energetiche alternative e più rispettose dell’ambiente.

Affinché ciò avvenga, la Commissione ha istituito un fondo apposito che possa aiutare i paesi a superare i costi finanziari e sociali necessari ad allontanarsi dal combustibile fossile. Il piano di investimento prevede uno stanziamento di 100 miliardi di euro per i prossimi dieci anni.

Quanto costerà il Green Deal all’Italia?

Il nuovo Fondo per la transazione dal carbone prevede per l’Italia un investimento di 360 milioni di euro in sette anni, tuttavia, essendo il nostro paese un contributore netto al bilancio europeo, ne dovrà versare circa 900 milioni di euro per alimentare il fondo. A questa cifra deve aggiungersi 1,3 miliardi di euro derivanti dal cofinanziamento nazionale queste risorse verranno dirottate dai fondi strutturali (Fesr e Fse). Tra i maggiori beneficiari di questo Fondo c’è, invece, la Polonia, beneficiario netto del bilancio, la cui economia dipende ancora fortemente dall’industria del carbone ed a cui sarebbero destinati circa due miliardi di euro sui 7,5 totali.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.