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Preoccupazione per un futuro assai incerto

Non bisogna allentare l’attenzione, l’emergenza sanitaria è ancora nel pieno della funesta efficacia. Le applicazioni dei provvedimenti restrittivi devono, necessariamente, essere osservate e i controlli si intensificano.

Gli assembramenti, in determinate zone di alcune Città, sembrano disattendere le limitazioni e le Forze dell’Ordine hanno il loro da fare.

Intanto la Politica studia le prossime manovre per sollevare l’economia di un Paese oltremodo stremato; iniziative per interventi sul credito, studi per coinvolgere un’Unione Europea che sembra farsi forte con un asse tra teutonici e tulipani.

I primi, evidentemente, hanno dimenticato come nel 1953 furono “abbonati” i danni di due conflitti mondiali; i secondi ben lieti di ospitare – in veste di paradiso fiscale – gettiti fiscali “incuneati” da Società che hanno come recapito una buca delle lettere o un fittizio indirizzo afferente a improbabili domicili.

Appare chiaro che “Lor Signori”, di “Fortebracciana” memoria (Fortebraccio era lo pseudonimo del compianto Mario Meloni, politico e scrittore) debbano farsene una ragione: la partecipazione dell’Unione Europea è imprescindibile per la rinascita economica.

Non brilliamo di chiarezza intensa, così come il momento richiederebbe, e, al di là di vari proclami e intenti, siamo costretti a registrare numerosi interventi conditi da vari  “Preso atto”, “Ritenuto”, “Considerato”, “Visto”, “Premesso”, “Deliberato” che riempiono delibere, ordinanze, circolari e decreti vari.

Operazioni complesse, difficili e di elaborazioni complicate riescono a far rientrare in Italia studenti impegnati all’estero, ma ci spiegano che la fase due sarà connotata dal perdurante distanziamento sociale; bar, ristoranti, esercizi commerciali, teatri, cinema ancora lontani dal programmare riaperture e riprese di attività.

Insomma, alla luce di quanto si sta annunciando, andiamo incontro ad una seconda pandemia: la depressione economica.

Sarebbe urgente e necessario un collante – tra il popolo e i vertici – che esuli dalla speranza e dalle aspettative, ma che ponga l’accento su una reale speranza fondata da programmi certi.

Oggi la sola “filiera” che si sta dimostrando – seppure tra ovvie difficoltà – è quella sanitaria. Seppure tra polemiche e diatribe, su competenze  e prerogative, medici ed infermieri – con il personale annesso alle realtà del settore – sono in prima linea. Contano tra le loro fila decessi, ma non si fermano e sono sempre più determinati ad affrontare il “mostro”.

A tali “eroi”, dovrebbero pensare gli incoscienti  ancora lontani dal capire  quale emergenza ci ha colto.

Una sola certezza pervade la realtà attuale: sarà necessario il parere del Comitato Scientifico. Solo a seguito della determinazione di tale Organo si potrà considerare di attuare la fase 2.

Resta, tuttavia, ancora in alto mare la assoluta necessità di come si dovrà affrontare la fase 3.

Da più parti –e l’evento non appare improbabile – si paventa il prossimo “Ferragosto” quale data  per un primo approccio con la ripresa della socializzazione. Con prudenza ed accorgimenti adeguati.

Intanto il tempo passa e, l’uomo della strada avverte, con preoccupazione incalzante, che la fatidica fase 3 non è ancora neppure in fase di allestimento.

Se non sappiamo cosa decidono in Europa andiamo avanti con “pannicelli caldi”.

Ho sempre pensato le idee propositive dovessero connotare le svariate attività; quella politica non la ritengo scevra da tale assunto.

Mi sono, quindi, detto che il concetto di “patrimoniale”, cui ultimamente si sta parlando “zitto, zitto in mezzo al mercato”, potesse essere una panacea immediata – nel mentre i “papaveri” europei partoriscono adeguate soluzioni – potrebbe essere sviluppato.

In verità mi sono cimentato, con tutti i limiti di una mente “poco attrezzata”, in uno sviluppo “terra terra” di una tabella. Le “uscite”, connotate in entrate per le casse statali, sarebbero opportunamente detratte dalle dichiarazioni fiscali afferenti ad ogni singolo soggetto. “Persona fisica” o “Persona Giuridica, e quant’altro afferente con la sola esclusione di conti correnti pertinenti ad Associazioni non a scopo di lucro. Evidentemente, studiosi della materia saranno senza dubbio molto più preparati, rispetto alla mia umile  persona, nell’elaborazione di appropriati mezzi atti all’uopo.

A tali introiti, sempre secondo la mia “piccola mente”, si dovrebbero aggiungere i montepremi dei giochi ad oggi sospesi. Il totale, così realizzato, destinato ad un piano d’appoggio dell’auspicata fase 3.

In un contesto in cui non si sa da che parte girarsi, per racimolare “denaro fresco” onde poter “riaprire” l’Italia, ogni proposta andrebbe utilizzata per verificarne la fattibilità

Il numero dei conti correnti,  in Italia, è di un numero impressionante (cfr. analisi “ad hoc” reperibili facilmente sul web); credo che, per chi ha contezza della materia, non risulterebbe assolutamente difficile verificarne la fattibilità.

La sola evidenza, di cui ho certezza sta, nel fatto che in tanti saranno pronti ad elargire consigli e a ergersi a precursori di un’idea che definiranno “scontata”.

Ne sono perfettamente consapevole, ma – presumo – se non si esterna un pensiero, mai si potrà, eventualmente, mettere in moto un’azione; d’altra parte le idee camminano sulle gambe degli uomini.

Questo, almeno, ritengo sia incontrovertibile.

La tabellina propositiva

Ritenuta, a far data decisa con apposito decreto, a cura di ciascun Istituto di Credito, da girare “ad horas” alle casse dello stato

CIFRA DEPOSITATA SU C/C% DA APPLICARESOMMA ALLE CASSE DELLO STATO
FINO A 5.000 EURO0,5%25 EURO
FINO A 10.000 EURO0,7%70 EURO
FINO A 15.000 EURO0,8%120 EURO
FINO A 20.000 EURO0,9%180 EURO
FINO A 25.000 EURO1%250 EURO
FINO A 30.000 EURO1,2%360 EURO
FINO A 35.000 EURO1,3%455 EURO
FINO A 40.000 EURO1,4%560 EURO
FINO A 45.000 EURO1,5%675 EURO
FINO A 50.000 EURO1,6%800 EURO
FINO A 55.000 EURO1,7%935 EURO
FINO A 60.000 EURO1,8%1.080 EURO
FINO A 65.000 EURO1,9%1.235 EURO
FINO A 70.000 EURO2%1.400 EURO
FINO A 80.000 EURO2,3%1.840 EURO
FINO A 90.000 EURO2,4%2.160 EURO
FINO A 100.000 EURO2,5%2.500 EURO
FINO A 125.000 EURO2,6%3.250 EURO
FINO A 150.000 EURO2,7%4.050 EURO
FINO A 200.000 EURO2,8%5.600 EURO
FINO A 225.000 EURO2,9%6.525 EURO
FINO A 250.000 EURO3%7.500 EURO
FINO A 300.000 EURO3,1%9.300 EURO
FINO A 350.000 EURO3,2%11.200 EURO
FINO A 400.000 EURO3,3%13.200 EURO
FINO A 450.000 EURO3,4%15.300 EURO
FINO A 500.000 EURO3,5%17.500 EURO
FINO A 550.000 EURO3,6%19.800 EURO
FINO A 600.000 EURO3,7%22.200 EURO
FINO A 650.000 EURO3,8%24.700 EURO
FINO A 700.000 EURO3,9%27.300 EURO
FINO A 800.000 EURO4%32.000 EURO
FINO A 850.000 EURO4,5%38.250 EURO
FINO A 900.000 EURO5%45.000 EURO
FINO A 1.000.000 EURO5,5%55.000 EURO
FINO A 1.250.000 EURO6%75.000 EURO
FINO A 1.500.000 EURO7%105.000 EURO
FINO A 1.750.000 EURO8%140.000 EURO
FINO A 1.800.000 EURO9%162.000 EURO
FINO A 2.000.000 EURO10%200.000 EURO

 

E di seguito con gli opportuni accorgimenti. E’ solo un mio “artigianale” lavoro, ma mentre altri strillano ci vuole anche chi cerca, senza nessuna pretesa, qualche soluzione.

A proposito di soluzioni, giusto per un utile consulto, “CONFIMPRESEITALIA Confederazione Sindacale Datoriale delle Micro, Piccole e Medie Imprese”.

Come sempre, auguri a noi.

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