Expert Room
adv

L’Expert Room è un laboratorio in cui il Mann effettuerà le sue ricerche e sperimentazioni sul tema del colore nella statuaria antica. L’iniziativa rientra nel progetto Mann in Colours

L’Expert Room è stata presentata al pubblico nella mattinata di oggi, giovedì 7 marzo, presso la Sezione Numismatica del Mann. L’innovativo laboratorio, dedicato allo studio sugli originali colori applicati alle principali sculture dell’Archeologico di Napoli, è stato illustrato dalla dottoressa Cristiana Barandoni, responsabile scientifico del progetto Mann in Colours.

Un nuovo modo di studiare il colore nell’arte antica

Con l’Expert Room il Mann intende non solo dare risalto al tema, molto dibattuto nella storia dell’archeologia, della presenza di colori nell’arte antica ma affrontarlo secondo tecniche ed approcci metodologici differenti. Infatti, così come è stato spiegato dalla dottoressa Barandoni, le ricerche sinora condotte sull’argomento hanno sempre contemplato, come primo step necessario, la creazione di copie su cui poter lavorare: “La novità del progetto consisterà nell’utilizzo diretto del mezzo digitale – ha affermato la studiosa  – Le procedure messe sinora in campo dai ricercatori hanno previsto sempre la realizzazione di campionature su varie parti della superficie dei manufatti, come ad esempio i panneggi.

I risultati ottenuti non possono ritenersi sempre soddisfacenti in quanto le ricostruzioni finali hanno proposto spesso vaste campiture caratterizzanti le sculture analizzate. Una rappresentazione, questa, che non è sempre vera in quanto potevano esserci più colori sulle medesime stoffe. Oggi, però, stabilire come e quanto fossero colorate queste statue – ha proseguito Barandoni – è possibile grazie alla scienza ed alla tecnologia e senza dover ricorrere necessariamente alla creazione di quell’elemento, spesso “di distrazione”, rappresentato dalla copia”.

Per l’esecuzione delle riproduzioni, che al momento riguardano un primo gruppo di tre statue del Mann (le Veneri in bikini, Marina e Lovatelli), si farà ricorso a fotografie scattate con speciali microscopi e con obiettivi capaci di effettuare analisi a bassissimo impatto invasivo. Con queste tecniche sarà possibile cogliere pigmenti molto delicati, come ad esempio il blu egizio, riconoscibili spesso a fatica ad occhio nudo. Con l’incrocio dei dati di tipo chimico sarà così possibile comprendere la particolare composizione delle cromie scelte dagli artisti.

Due database per la divulgazione dei risultati

L’obiettivo degli studiosi che opereranno nella Expert Room del Mann è di creare due database. Il primo sarà destinato ai “tecnici della materia”, in quanto al suo interno saranno inseriti dati piuttosto corposi: dalla storia della scoperta della singola opera sino alla bibliografia scientifica su di essa, con un focus speciale incentrato sui restauri già eseguiti. A questa mole di documentazione si uniranno, ovviamente, gli esiti delle ricerche condotte nella Expert Room, grazie alle quali, sarà possibile individuare anche eventuali interventi pittorici avvenuti successivamente sulle superfici.

Il secondo database, invece, sarà destinato al pubblico “tout court”, nella sua ampiezza ed eterogeneità. Esso sarà fruibile con un’app scaricabile sul proprio smartphone. Puntando l’obiettivo della fotocamera presente nel dispositivo, comparirà sul suo schermo la ricostruzione dell’opera nelle sue originali cromie. Ogni statua, in questo database, sarà georeferenziata, cioè individuata nella sua esatta collocazione all’interno del Mann ed inserita in uno speciale percorso di visita incentrato sul colore.

Un’ “experience immersiva”, esito finale per il visitatore

Il risultato finale, e forse più atteso, del progetto sarà ottenuto molto probabilmente il prossimo autunno e consisterà nella possibilità di vivere un’ “experience” immersiva con le opere analizzate.

L’Expert Room, per il mese di marzo, resterà aperta al pubblico da oggi, giovedì 7 marzo, sino a sabato 9, giornata nella quale sarà visitabile soltanto sino alle ore 14. A partire dal prossimo mese di aprile, invece, sarà predisposto un calendario più ampio di date che sarà quanto prima comunicato dal Mann attraverso i propri canali d’informazione.

Avatar
Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.