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Un nuovo scandalo colpisce il social network più famoso del mondo, Facebook, accusato questa volta di aver acquisito dati su chiamate ed SMS dei suoi utenti Android.

Pare che sia ormai da tempo che Facebook raccolga, attraverso l’app Messenger, dati sugli SMS e sulle telefonate degli utenti che utilizzano Android.

Fino ad ora, però, Facebook ancora non ha fornito alcun chiarimento né per cercare di spiegare perché ciò è stato fatto, né tantomeno per chiarire che fine fanno questi dati.

L’operazione è stata scoperta da alcuni utenti che, in seguito agli scandali che hanno colpiti negli ultimi giorni il social network, hanno deciso di cancellare il proprio account utilizzando la funzione “Scarica una copia dei tuoi dati di Facebook”. Infatti, è proprio da questi archivi che sono, quindi, emersi dei dati che gli utenti non sapevano fossero acquisiti da Facebook: telefonate, nomi e cognomi dei contatti, numeri di telefono, durata e frequenza delle conversioni.

Il tutto, come già sottolineato precedentemente, attraverso Messenger. Pare che l’app, dopo essere installata sui dispositivi Android, chiedesse l’autorizzazione per poter essere impostata come sistema predefinito nella gestione degli SMS. Non è ancora stato chiarito se la funzione fosse predefinita o se gli avvisi fossero sufficientemente chiari.

Invece, questo problema non risulta aver coinvolto anche i possessori di dispositivo iOS, dal momento che la Apple ha delle regole molto rigide e chiare sulla privacy e Facebook non risulta essere una delle applicazione a cui è consentito gestire chiamate o SMS.

Sebbene Facebook abbia pubblicato ieri, domenica 25 Marzo, un post in rete in cui chiarisce che la funzione incriminata era attivabile dagli utenti e non predefinita, molti hanno scoperto solo adesso di aver fornito le proprio informazioni su chiamate e SMS a Facebook. L’ipotesi più plausibile, sino ad ora, sembrerebbe essere un avviso non chiaro rivolto agli utenti in passato, oppure un cambiamento nel sistema nel corso degli anni, senza avvisi opportuni.

Non rimane che aspettare una spiegazione più esaustiva da Facebook per cercare di capire meglio cosa sia effettivamente avvenuto.