Quante informazioni ti saranno rubate per un semplice gioco-test sui social?

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facebook e social network

L’allarme è della Polizia Postale, i quiz ed i test sui canali social sono assolutamente da evitare, rubano e rivendono le informazioni personali.

“Come sarà l’anno nuovo? Clicca qui per scoprirlo”. E se con un semplice click si scopre che il 2018 sarà un anno ricco di grandi successi e colmo di forti passioni, in realtà, ci sarà ben poco di cui gioire o rincuorarsi.  “Che personaggio dei cartoni animati sei?”, “Chi eri in passato?”, “A quale divinità assomigli?”. Questi sono solamente alcuni dei numerosi giochi e test che, circolando sulle piattaforme social come ad esempio quella Facebook permettono di divertire e divertirsi con pochi e semplici click.

Spesso circolano online anche test e quiz estremamente più raffinati, dalle molto più serie e dotte sembianze: “Misura il tuo Q.I. con un semplice click”, “Quanto ne sai della letteratura inglese?” ma cosa si nasconde dietro a tutto ciò? Cosa c’è di realmente semplice?

I numerosi quiz di intelligenza o i molteplici test sulla personalità che tanto spopolano in Rete, specialmente sul canale Facebook, celano in realtà degli scopi ben lontani dalla natura cultural-ludica in cui tanto si crede.

Spesso è anche difficile resistere! è risaputo, la curiosità uccise il gatto e se con un semplice click ci si può vantare della propria somiglianza ad un determinato personaggio famoso oppure condividere ed annunciare al mondo che ben presto ci si trasformerà nel nuovo Re della Papua Nuova Guinea allora ben venga il Final click!

Ma a che prezzo? Quel che apparentemente non comporta alcun danno quanto costa, in realtà, agli utenti?

Quando un utente clicca su di un goliardico test Facebook, una miriade di informazioni (dati personali, dati sensibili, attività online ecc.) viene immediatamente registrata e trasferita, se non addirittura catapultata, a differenti piattaforme appartenenti a numerosi gestori tanto esterni quanto estranei alla piattaforma social in cui si crede di navigare.

Non è facile farci caso, sembra un semplice gioco ed in quanto tale non desta alcun particolare sospetto; tuttavia, ogni qualvolta un fruitore di test e quiz clicca ed accede ad un post che permette di scoprire divertenti o interessanti risultati e condividerli… un pizzico di Privacy muore.

L’utente che accede al gioco viene, infatti, reindirizzato ad un sito totalmente esterno il cui gestore, mentre dispensa l’agognato responso o il migliore degli esiti, ruba, in realtà, tutti i dati personali.

I quiz ed i test su Facebook sono, infatti, veri e propri specchietti per le allodole; delle sapienti e diaboliche trappole in grado di fornire molteplici informazioni ai differenti gestori che, sotto apparente ludica sembianza, captano, in realtà, anche le informazioni appartenenti alle liste di amici, le foto, i Like, o peggio ancora, gli indirizzi IP.

Questi ricchi pacchetti informativi trasferiti ad ulteriori aziende, se non addirittura venduti, potranno, infatti, essere studiati ed analizzati per questioni di mercato consentendo un invio di materiale pubblicitario sempre più invasivo, aggressivo, mirato ed attinente alle personalità o agli interessi dei fruitori dei social e dei quiz.

Basta partecipare anche ad un semplice test, un banale gioco e, quindi, compiere un singolo ed apparentemente insignificante click per dare il proprio consenso a delle ignote società di rovistare e frugare tra le nostre vite, e nelle peggiori delle probabilità, installare anche dannosi virus e malware.

L’allarme è stato lanciato anche dalla Polizia di Stato. “Si corrono dei rischi concreti con i quiz ed i test su Facebook; non ci si rende conto ma quando si clicca sul semplice tasto “Acconsento” per iniziare il gioco si viene, in realtà, immediatamente catapultati fuori da Facebook passando, quindi, da un’area in cui abbiamo configurato i requisiti di privacy per poi finire con l’inserire all’esterno del social i dati sensibili e personali, dati che potrebbero finire, soprattutto, in mani sbagliate”.

L’enorme pacchetto di informazioni che si va ad inserire nel Web, di propria spontanea ma soprattutto inconsapevole volontà, pur risultando furto a tutti gli effetti non costituisce paradossalmente reato; il soggetto che approccia al quiz virale e cede alla tentazione di far analizzare la propria “età mentale” se non addirittura la propria “fisionomia” dà il permesso effettivo ad accedere alle sue informazioni senza nemmeno rendersene conto.

Ed è così che, nome, città natale, data di nascita, IP, browser, liste amici, le parole che usiamo più spesso su Facebook, e quindi, vere e proprie informazioni che hanno effettivo e concreto valore sul mercato vengono registrate, trasferite ed analizzate.

Esistono numerose società interessate, soprattutto, allo studio dei profili. Queste operazioni servono, infatti, ad orientare meglio ed in maniera estremamente più diretta l’inserimento di determinati prodotti sul mercato.

Se si riceve una mail con la pubblicizzazione di un prodotto estremamente vicino ai propri gusti non è, dunque, un caso o una fantasmagorica coincidenza, ma l’esito, o meglio, la conseguenza di una qualche errata o più che altro sconsiderata attività online.

Spesso, infatti, proprio perché si cede alla curiosità o alla finta leggerezza di una attività puramente ludica non ci si rende conto di dare, senza aver nemmeno letto le condizioni che prevedono tali consensi, la propria autorizzazione a vendere le proprie informazioni a società terze.

I test, i giochi ed i quiz che circolano sulle piattaforme social, nonostante i numerosi avvertimenti da parte degli esperti di sicurezza informatica e della Polizia, continuano, purtroppo, ad avere estremo successo. Sono attività studiate appositamente per accattivare l’interesse dell’utente e per reperire facilmente il maggior numero di informazioni possibili. Sono, dunque, attività che piacciono a tutti, sono virali, rapide, facili e grazie ad esse chiunque può sentirsi un illustre luminare della lingua e della letteratura italiana, un gran campione o il sosia di una gettonatissima celebrità.

Senza rendersi conto, purtroppo, che anche se apparentemente incanalati in un’unica massa appartenente ad una triste realtà, gli utenti sono già una delle vere e proprie celebrità!

Il mondo, le informazioni, il mercato, la moda …tutto gira e funziona in base alle esigenze delle persone comuni, in base ai loro interessi, alle loro richieste ed alle loro attività. Sono utenti importanti; persone importanti e che, in quanto tali, hanno estremo valore oltre che voce in capitolo.

Voci e pensieri che possono e devono essere affermati al mondo anche, e soprattutto, senza illusori ed ingannevoli giochi-test sulle pagine social.

Serena Giorgio è nata a Napoli nel 1986. Laureata alla Facoltà di Antropologia con 110 e lode e Giornalista Pubblicista regolarmente iscritta all’Ordine, vanta numerose collaborazioni con quotidiani, testate online ed emittenti televisive fondamentali per il panorama giornalistico partenopeo e campano. Scrittura, Video Editing, Letteratura ed Enogastronomia sono soltanto alcune delle sue intense passioni; vere e proprie storie d’amore che hanno rispecchiato a pieno la sua formazione, le sue specializzazioni e le sue attività lavorative. Autrice di numerosi testi e trattati circa la Storia della Musica e l’Antropologia dell’Alimentazione; Serena ha curato anche numerose attività di produzione e post produzione per importanti docu-fiction di carattere nazionale. Un saggio aforisma sostiene “Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”. Per sillogismo aristotelico, dunque, Serena non lavora... Serena ama.