facebook lo spettro della crisi
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Che la fetta di mercato legata al mondo dei social network fosse destinata a rallentare la propria crescita è questione nota agli analisti ormai da tempo. Che Facebook, in particolar modo, stia facendo i conti con uno stop preoccupante da un punto di vista imprenditoriale, è diventato un dato di fatto dopo la presentazione dei risultati finanziari dell’azienda, riferiti al terzo trimestre del 2018.

La saturazione del mercato e le oscillazioni delle azioni

La relazione tenuta lo scorso martedì da Mark Zuckerberg ha evidenziato come quello attuale sia un momento chiave per il futuro di Facebook, alle prese con la “saturazione” del mercato (in particolar modo in Europa) ovvero un calo o addirittura una perdita nel numero degli utenti. Che il momento sia particolarmente delicato è  stato confermato dalle oscillazioni del titolo in borsa nelle ore successive, con una salita momentanea al termine della conferenza, un crollo abbastanza consistente, seguito da un assestamento leggermente in positivo a fine giornata.

Monetizzare le stories

Assodate le difficoltà, la sfida principale – è emerso dalle parole di Zuckerberg – è quella di monetizzare il settore maggiormente in espansione, ovvero quello delle stories, su cui Facebook è obiettivamente arrivata in ritardo rispetto ai concorrenti. Si tratta di video la cui durata è limitata a un arco di tempo di ventiquattr’ore, e che per questo hanno dei limiti ma anche delle enormi potenzialità da un punto di vista economico. «Certo ci vorrà tempo per trovare il giusto modello di business», ha ammesso lo stesso ceo dell’azienda, ma è su questo che sembra aver deciso di investire nei mesi a venire il social più importante del mondo.

La messaggistica istantanea

Allo stesso modo, anzi ancora maggiormente, vi sarà un investimento di energie dal punto di vista di ricerca, oltre che economico, verso Facebook Watch e Instagram IGTV, piattaforme dedicate ai filmati lunghi. Zuckerberg ha ammesso il ritardo anche da questo punto di vista rispetto a YouTube, ma è anche vero che «le pubblicità nei video stanno producendo, in questa fase, meno soldi per secondo rispetto alle ads nel feed di Facebook». Un’area in cui si è deciso di puntare è quella della messaggistica istantanea, dove Messenger e soprattutto WhatsApp, con i suoi cento miliardi di messaggi scambiati al giorno in tutto il mondo, sono invece avanti rispetto al diretto competitor iMessage della Apple.

Significativo è il fatto che, per la prima volta, Zuckerberg abbia esplicitamente chiamato in causa i propri concorrenti, in particolar modo per quanto riguarda la Apple, a cui ha nemmeno troppo velatamente rimandato al mittente le accuse di scarso interesse, da parte dell’azienda, per la privacy dei propri utenti.