Faeto-foto ennio mascia
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Faeto è conosciuto per il suo prosciutto dal sapore inconfondibile

Il 4 agosto si svolgerà, a Faeto, la sagra del prosciutto che annualmente attira molti turisti pronti a fare scorpacciate di questo ottimo prodotto.

Il crudo di Faeto, si fregia del marchio PAT (prodotto agroalimentare tradizionale) che è rilasciato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Il crudo

Questo crudo è ottenuto dal quarto posteriore (peso: 9–12 kg) del suino, a seguito di salatura a secco e successiva pressatura con pietra naturale. Dopo una prima fase di stagionatura (della durata di circa 4 mesi) il prosciutto viene “sugnato”, ossia farcito con strutto, farina e pepe; dopodiché ha inizio la seconda fase di stagionatura che si protrae per almeno un anno.

Il prodotto finale, grazie alle condizioni climatiche fresche e ventilate dell’alta valle del Celone, presenta un’alta rifilatura e una particolare sapidità.

Chiesa Madre-foto ennio mescia
Chiesa Madre-foto ennio mescia

Faeto

Costituisce, unitamente al comune limitrofo di Celle di San Vito, l’unica minoranza francoprovenzale dell’Italia meridionale. Il grazioso borgo attorniato da splendidi boschi deve il suo nome all’albero del faggio, e le sue origini ai soldati angioini che si insediarono presso il monastero di Santissimo Salvatore dopo aver abbandonato il Castrum di Crepacore.

Il comune è citato per la prima volta nel 1343, in un atto del giustiziere di Capitanata, mentre nel 1354 la regina Giovanna d’Angiò assegna Faeto alla diocesi di Troia. Agli inizi del 1440, Faeto perse la sua autonomia e venne annesso alla baronia della Valmaggiore, che comprendeva anche Castelluccio e Celle di San Vito.

Bosco difesa

E’ un bosco riconosciuto dall’Unione Europea, quale sito di importanza comunitaria (Sic). Il bosco presenta in ogni stagione, colori diversi in un ambiente incontaminato ricco di flora e fauna da scoprire tra i vari sentieri, con bici o a cavallo. Presenta un’alta quantità di vegetazione ad alto fusto come faggi e cerri.

Casa del Capitano

All’interno della quattrocentesca Casa del Capitano, nel centro storico di Faeto, è ospitato il “Museo etnografico della civiltà francoprovenzale“. Al suo interno sono custoditi molti reperti e arnesi legati all’antica cultura agro-pastorale, analoga a quella della vicina Celle di San Vito ma completamente diversa da quelle di tutti i territori circostanti.