Fallout 76, i bannati possono fare mea culpa
adv

Sembra che Bethesda stia concedendo a chi è stato bannato su Fallout 76 la possibilità di redimersi scrivendo saggi brevi sul cheating

I giochi di Bethesda, complici le infinite possibilità a cui si prestano le loro ambientazioni e le loro dinamiche di gioco, sono storicamente tra i più moddati del panorama videoludico mondiale. Non fa eccezione questo Fallout 76, sul quale, però, in quanto gioco multiplayer online, non è possibile chiudere un occhio con la stessa facilità con la quale lo si chiude per le esperienze single player. La prima ondata di ban, dunque, non è tardata ad arrivare; con questa, però, Bethesda ha anche deciso di offrire agli utenti bannati una singolare via di espiare le proprie colpe. Vediamo in che modo.

Una paginetta per punizione

Il metodo scelto da Bethesda per dare agli utenti bannati occasione di pentirsi ci ricorda molto da vicino quelle antipatiche punizioni affibbiateci, ai tempi delle scuole elementari, da qualche maestra in vena di severità. Nel messaggio che Bethesda recapita al furbetto di turno è infatti presente, oltre all’annuncio del ban, un riferimento alla possibilità di “fare appello”. Come? Presentando un saggio, scritto di proprio pugno, sul perché l’utilizzo di applicazioni software third-party sia deleterio nei confronti di una community online. Una vera e propria paginetta di punizione, dunque, che Bethesda chiede agli utenti bannati per giocarsi la possibilità di essere riammessi su Fallout 76. Originale, no?

Fallout 76, ban anche a chi non lo merita

Anche stavolta però, come ormai è prassi per qualunque cosa riguardi Fallout 76, l’operato di Bethesda non è stato esente da critiche. Pare, infatti, che siano stati considerati tentativi di cheating anche strumenti utili a migliorare l’interfaccia di gioco o, addirittura, applicazioni completamente estranee al gioco stesso. Più di un utente, dunque, si è ritrovato improvvisamente bannato pur senza aver commesso alcun illecito. Nessuna risposta è ancora pervenuta da Bethesda che, a questo punto, è chiamata a migliorare la mira per quanto riguarda i provvedimenti relativi ai comportamenti scorretti, lasciando in pace chi utilizza software terzi che non comportino alcuno svantaggio per gli altri utenti. Va bene la paginetta, ma che sia meritata.

Avatar
Nato a Napoli il 29/06/1993, la passione per la scrittura e per la tecnologia crescono in lui quasi pari passo: questa duplice natura lo porta a frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica e contestualmente a coltivare le proprie velleità di scrittore. Comincia a collaborare con PSB nel giugno 2018, sperando di trovare in quest’esperienza il perfetto connubio di questi due animi.