Fallout 76: risolto un bug, ma gli utenti lo rivogliono
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La patch 1.0.3.10 risolve diversi bug e problemi che affliggevano Fallout 76. Gli utenti, però, chiedono il ritorno di uno di questi

 

Dei problemi relativi a Fallout 76 vi avevamo già esaustivamente parlato: bug a non finire, esperienza di gioco ritenuta pessima dagli utenti, addirittura inchieste aperte riguardo le politiche di risarcimento di Bethesda e problemi con i dati sensibili dei giocatori. L’ultima (per ora) puntata di questa storia rischia, però, di assumere i contorni di una brutta barzelletta. Vediamo perché.

A far del bene…

Bethesda sta, ovviamente, provando a mettere una pezza sull’infinità di problemi di cui soffre questo Fallout 76. L’ultima patch rilasciata, la 1.0.3.10, sembra, però, essere addirittura riuscita nella difficile missione di scontentare ulteriormente gli utenti. Tra i vari bug risolti, infatti, figura quello relativo alla Quest Feed the People. Il bug aveva reso tale Quest una delle più amate da tutti i giocatori: bastava completarla, infatti, perché tutti i presenti sul server ricevessero una ricompensa. La cosa sembrava talmente ben pensata che nessuno aveva capito si trattasse di un bug. Al contrario, il pensiero comune era che fosse una simpatica trovata di Bethesda per creare senso d’appartenenza e voglia di aiutarsi l’un l’altro. La missione, d’altronde, era ripetibile, cosa che offriva, quindi, la possibilità di organizzare a riguardo, magari, qualche evento periodico che avrebbe sicuramente aiutato ad unire una community, fin qui, troppo delusa dalla riuscita del gioco.

Chi salverà Fallout 76?

Che Fallout 76 sia, fin qui, un fallimento è innegabile. Quanto accaduto con Feed The People può, però, dare a Bethesda qualche idea valida per rilanciare il gioco o, quantomeno, mantenere viva l’attenzione fino ad un’auspicabile risoluzione dei problemi più grossi. Non sarebbe una mossa sbagliata, dunque, reintrodurre nel gioco questo amatissimo bug e, magari, seguire questa linea per creare eventi e situazioni che possano invogliare chi ha dato fiducia al primo capitolo online di Fallout a pazientare un altro po’. Un’occasione del genere potrebbe essere un colpo di fortuna unico in un gioco che sembra essere nato sotto una stella decisamente cattiva. Speriamo che in Bethesda non decidano di gettarlo alle ortiche.

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Nato a Napoli il 29/06/1993, la passione per la scrittura e per la tecnologia crescono in lui quasi pari passo: questa duplice natura lo porta a frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica e contestualmente a coltivare le proprie velleità di scrittore. Comincia a collaborare con PSB nel giugno 2018, sperando di trovare in quest’esperienza il perfetto connubio di questi due animi.