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I negozi restano chiusi, gli abusivi lavorano a casa

La cosiddetta “Fase 2” è partita da tre giorni e i segnali di una timida ripartenza per molte attività produttive si iniziano a vedere.
Purtroppo sono ancora ferme oltre un milione di imprese nel commercio e nel turismo, tra queste ci sono circa 300.000 tra parrucchieri, barbieri ed centri estetici che secondo l’ultimo decreto, ripartiranno solo il 1 giugno.

I professionisti del Beauty scrivono a Conte

“Egregio Presidente, grazie per aver guidato il nostro Paese in questi mesi di pandemia, ma non possiamo aspettare altri 30 giorni”. E’ l’incipit della lettera che gruppo di parrucchieri, barbieri e estetiste ha scritto al premier Conte, chiedendo la riapertura delle proprie attività.
“Abbiamo atteso le disposizioni per l’avvio della Fase 2, ma noi potremmo riaprire solo il 1 giugno. Ancora un mese senza introiti e le stesse spese da sostenere. Una beffa, scrivono i parrucchieri, visto che il 1 giugno è lunedì, giorno di chiusura per noi. Un segnale per molti di noi che saranno costretti a chiudere per sempre”.

Flash Mob dei barbieri per sollecitare la riapertura

Flash Mob dei barbieri per sollecitare la riapertura

La settimana scorsa a piazza Bovio, nel piazzale antistante la sede della Camera di Commercio di Napoli, una piccola rappresentanza della categoria ha organizzato un “singolare” flash mob allestendo un salone di barbiere e esponendo uno striscione con la scritta “Fiducia a chi taglia in sicurezza no a chi di nascosto infetta”   .

Il riferimento è all’aumento dei lavoratori abusivi che, approfittando della chiusura dei locali, stanno operando andando a casa dei clienti.
“La nostra è una dimostrazione che, con le adeguate misure di prevenzione per noi e per i nostri clienti, è possibile lavorare in maniera sicura”.
Lavorare a domicilio  aumenterebbe sicuramente per tutti il pericolo di contagio quindi bisogna riaprire al più presto i nostri negozi” ha dichiarato un portavoce.

Boccia “Le Regioni rispettino le linee guida dell’Inail”

Il ministro Boccia, facendo riferimento agli appelli ricevuti, ha anticipato che ci potranno essere aperture dal 18 maggio ma solo rispettando le linee guida Inail per consentire di operare in sicurezza, perché sono attività a rischio “contatto fisico” e le Regioni che decideranno di farlo senza il rispetto delle line giuda, se ne assumeranno la responsabilità.
Lo stesso premier Conte ha dichiarato “In presenza di un protocollo di sicurezza per spazi, ambienti e attività, si potrà decidere di anticipare le aperture”

A Roma i parrucchieri stanno già lavorando al “come” riaprire, con materiali monouso, uso di gel, mascherine, guanti ma soprattutto distanze garantire tra clienti a seconda della grandezza e dei metri quadrati dei saloni.
“Stiamo spingendo per riaprire dal 18 maggio, sanificando più
spesso i locali, usando mascherine, guanti, cose che si facevano già, ha dichiarato il presidente di Cosmetica Italia Renato Ancorotti, ma che d’ora in avanti saranno intensificate. Si procederà solo su appuntamento, apertura 7 giorni su 7, con orario prolungato di 18 ore per non lasciare a casa nessun lavoratore. E poi ovviamente distanza di due metri tra una persona e l’altra”.

“Gli italiani hanno capito che in questo momento dobbiamo convive con il virus, continua Ancorotti, e saranno ancora più attenti a rispettare le distanze di sicurezza ma non possiamo rischiare di morire di buroviruscrazia. I saloni in altri Paesi hanno già riaperto, sarebbe opportuno almeno allentare le maglie nelle regioni con meno contagi. Se riaprono alcuni settori, non si capisce perché non possiamo farlo anche noi”.