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La Fase 2 non è ancora iniziata, ma è già polemica sul prezzo calmierato delle mascherine chirurgiche

Dopo le dichiarazioni del Presidente Conte: «Abbiamo sollecitato il commissario Arcuri affinché venga fissato il prezzo di mercato, si tratta di un prezzo equo che abbiamo posto a 0,50 centesimi di euro». “Inoltre”, ha precisato il presidente del Consiglio, «il nostro impegno è quello di eliminare completamente l’Iva. Una misura, questa, pensata per mettere un freno alla “lievitazione ingiustificabile” dei prezzi per i dispositivi di protezione» è scoppiata la polemica.

Immediata la reazione dei farmacisti: contestano il fatto che, così facendo, il costo al quale loro acquistano le mascherine sarebbe superiore a quello di vendita. In questo modo «lavoreremo in perdita quasi del 50 per cento».

Così a Napoli le farmacie hanno sospeso la vendita «per autotutela della categoria a fronte della confusione informativa istituzionale sui prezzi».
Il presidente di Federfarma Napoli, Michele Di Iorio, questa mattina ha diffuso una circolare ai colleghi: «Abbiamo assistito, a mio avviso, a un corto circuito informativo grave. Il premier davanti a 60 milioni di italiani ha detto che le mascherine si venderanno a 50 centesimi senza Iva, contemporaneamente il commissario Arcuri ha scritto che si devono vendere a 50».

Di Iorio nei giorni passati aveva già lanciato un’iniziativa per calmierare il prezzo dei dispositivi, attraverso un acquisto centralizzato, per arrivare a vendere in tutte le farmacie della città le mascherine FFP2 a 4,90 euro e le mascherine chirurgiche a 1,30 euro, «un progetto che avrebbe creato un circolo virtuoso, inducendo le aziende ad abbassare i prezzi alla fonte».

Il Dottor Fabio Greca, titolare della Farmacia Greca, ha dichiarato:

«La leggerezza e la superficialità del governo che comunica ufficialmente il prezzo al pubblico delle mascherine chirurgiche DISINTERESSANDOSI PER 3 MESI dell’alto e sproporzionato costo “ab origine” che tanti rivenditori al dettaglio (parlo di quelli onesti) hanno dovuto “subire” pur di farle trovare e poterle distribuire ai cittadini».
«Arcuri ha dichiarato di essere riuscito a spuntare un prezzo d’acquisto a circa 0,40€ e quindi poterle vendere al dettaglio a 0,50€». 
«Mi permetto di aggiungere che, se avesse voluto un plauso di riconoscenza da noi tutti cittadini, avrebbe dovuto comunicare di essere riuscito a immettere sul mercato mascherine chirurgiche a 0,20€, non a 0,50€ poiché fino a 3 mesi fa costavano agli esercenti 0,08€».

Il Dottor Greca conclude facendo un ulteriore precisazione:

«Ad ogni modo voglio ricordare “al governo” un requisito INDISPENSABILE inerente la PROTEZIONE REALE sulle mascherine. SE TUTTI indossiamo le mascherine chirurgiche, che proteggono gli altri ma non noi, allora ben venga la commercializzazione delle chirurgiche. Ma se in io indosso una mascherina chirurgica e intorno a me c’è anche solo una persona che per scelta non la indossa o la indossa male, e ne vedo ancora tanti che o non la indossano o che la indossano con il naso scoperto o mezza bocca da fuori, e questa persona parla ad alta voce, sospira forte o respira forte, sbuffa, tossisce o starnutisce io  che indosso la mascherina chirurgica e mi trovo a un metro da lui o dopo pochi secondi attraverso la “nuvola” rilasciata, mi infetto.

L’unico modo per DIFENDERMI con una certa sicurezza (95-98%) da chi indossa male la mascherina o da chi scorrettamente non la porta affatto è avere una FFP2 o FFP3.
Se il governo avesse voluto veramente fare il bene della popolazione, avrebbe dovuto calmierare il prezzo delle FFP2 che vanno a proteggere chiunque e snellire la burocrazia farraginosa sulla commercializzazione di questo DPI ».