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Tempismo ed informazione

Nell’ambito dell’attuale situazione, la  rivoluzione telematica dovrebbe agevolare l’evoluzione della comunicazione. Non sembra, tuttavia, che l’approccio di uffici stampa – deputati a governare i rapporti con i “mezzi di massa” – siano all’altezza delle situazioni; non è la prima volta, ma nel frangente in esame, il contesto è simile ad una polveriera insidiata da fiamme.

Annunciato in dirittura di arrivo a metà settimana scorsa, spostato ad inizio dell’attuale, atteso per ieri, divulgato per il 13 maggio alle 14, slittato alle 17; alle 18,00  nessuna novità, ma alle 18,15 finalmente, sembra, iniziato il Consiglio dei Ministri.
Evidentemente è un’informazione personalizzata; non ci sarebbe molta da meravigliarsi, ma resta un vago mistero.

Neppure il fatto che stiamo attendendo il varo di un provvedimento senza precedenti, riesce a profondere fiducia.
Quando le cose vanno a rilento, la comunicazione non può fare di più; siamo davanti ad un andamento in “ordine sparso”.

Dubbi sulla terminologia della “FASE”

In che fase siamo?
Non sono certo i numero assegnati che possono guidarci; i reagenti, necessari per poter analizzare i tamponi, sembrano scarseggiare e il bando di gara è datato 11 maggio scorso.
Un Paese, già di per sé impoverito di suo, si è trovato anche a combattere con  le emergenze e le difficoltà del Covid-19. La fascia dei meno abbienti – e anche oltre  – starà peggio, ma le difficoltà non sembrano smuovere le acque.

Attendiamo i passi dell’Europa, ma dal “nostro” non abbiamo ancora cavato molto; si attende il decreto che, speriamo, veda finalmente la luce nelle prossime ore.
Un miliardo e mezzo di euro per il reddito di emergenza; due miliardi per le coperture a norma per fronteggiare il virus; le linee guida sono complete e saranno trasmesse alle Regioni.
Prima di giugno non sarà possibile spostarsi tra le Regioni, ma si potrebbe considerare di anticipare gli spostamenti tra territori regionali a basso rischio.

Ci sono logiche che, però, devono trovare riscontro ai fini del monitoraggio e, nel frattempo, in Molise, nelle ultime ore, si è palesata un’impennata. Dunque, quale fase stiamo attraversando?
Ci dicono che stanno “offrendo” ad una platea più vasta le verifiche del contagio; l’auspicio è quello di intercettare, sul nascere, eventuali focolai.

Le prime reazioni

L’imprenditoria balneare si sta interrogando sul da farsi; nel 2019, tra un ombrellone e un altro – nella stessa fila orizzontale – aveva una distanza media di 2,70 metri, lo spazio – tra una fila ed un’altra – circa 2,50 metri; nel 2020, secondo le linee guida sul punto di essere emanate, le distanze da rispettare saranno 4,50 metri tra gli ombrelloni e 5 metri tra le file.

In pratica uno stabilimento balneare che nel 2019 poteva contare su uno spazio contenente 22 ombrelloni, nel 2020 potrà disporne  7.
Tutto questo, chiaramente, con ripercussioni sul lavoro dei dipendenti e sull’indotto. E’ risaputo, in determinati casi, che si tratta di sinergie esclusivamente stagionali e, quindi, si può immaginarne il futuro.

Per completare la disamina appare giusto citare il personale specializzato: cioè i bagnini. Persone chiamate a prestare soccorso, in caso di necessità, ai bagnanti in difficoltà. Dovranno aggiornarsi ai mezzi di prevenzione e cura per il periodo in argomento; il tutto a carico dell’imprenditore.

Senza voler considerare che non tutte le spiagge sono uguali, ma questo è un altro discorso, dal momento che siamo ancora a livello teorico sul resto.
Il turismo, tra l’altro, nella sua totalità, compone il 10% del PIL Europeo.
Tale situazione potrebbe calzare, purtroppo, anche  per le guide turistiche.

Per non farci mancare nulla

Cocci di bottiglia sul davanzale dell’appartamento del piano inferiore a quello della famiglia di Silvia Romano; scientifica a lavoro e le indagini cercheranno di far luce sull’accaduto.
Resta, comunque, che una polemica politica si innesca in un altro momento delicato; non si può continuare a seminare odio, chi ricopre incarichi istituzionali dovrebbe abbassare i toni. L’odio non onora nessuno.

L’eccezionalità del momento dovrebbe richiamare tutti ad una riflessione.
Frattanto che il “tira e molla”  trovi il bandolo della matassa, un fatto è certo: quanto sarà “partorito”, determinerà il futuro del Paese, per i prossimi mesi. E anche quello della vita del Governo.
Dopo giorni di tensione, sembra che ci sia la “quadra”.

Annunci molto impegnativi

La conferenza stampa – alla fine del Consiglio dei Ministri –  denota un corposo dispendio di energie; risorse a sostegno del lavoro e del reddito.  Tutte le categorie sono citate, tanti soldi – in una sola tornata – non si erano mai visti.
Soldi che comportano una complessa procedura di deficit; provvedimenti che tendono a far stare a galla il Paese. L’attuazione di una macchina burocratica “sveltita”, e in linea con il poco tempo a disposizione, sarà di fondamentale importanza.

Se i “proclami” saranno tradotti in concretezza? Non ci resta che aspettare, altrimenti dovremo fare riferimento al compianto Troisi; non ci resterà che piangere.
Capire 260 articoli, in circa 500 pagine, non sarà affare semplice.

Nell’attesa, auguri a noi. Come sempre.

Raimondo Miele