I corridori, tra le opere più importanti del Mann
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“Father and Son” è il titolo di un’interessante produzione prodotta e pubblicata a Napoli dal Mann

La realizzazione di un videogame che abbia come protagonista un museo risulta, a primo impatto, un’idea di ardua e difficile attuazione. In realtà, da qualche mese a questa parte, quello che può apparire come un prodotto della pura fantascienza, derivata dalla cinematografia degli anni Ottanta, è diventato pura realtà: “Father and Son” è, infatti, il titolo del videogame curato e prodotto dal Mann, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, tradotto in varie lingue tra cui il cinese.

Un grandissimo successo nel giro di un anno

L’innovatività di questo videogame, scaricabile gratuitamente dai possessori di tablet e smartphone mediante Google Play ed Apple Store, consiste soprattutto nella possibilità di connettere persone di varie nazioni accomunate dall’amore per l’archeologia. Un successo indubbio, confermato dall’elevatissimo numero di download effettuati nel 2017: circa 1 200 000! E non è finita qui: la vicenda di “Father and Son”, primo videogame al mondo ad essere prodotto da un museo, sembra destinata a proseguire, secondo alcune indiscrezioni, con l’imminente pubblicazione di un secondo affascinante capitolo.

Le caratteristiche principali del videogame

Il protagonista di “Father and Son” è un ragazzo di nome Michael il quale, rovistando tra le sue carte, scopre una lettera scritta dal suo padre archeologo, mai conosciuto perché morto quando era ancora piccolo. Animato dal desiderio di esplorare quel mondo antico raccontato dal suo genitore con grande passione, il giovane protagonista decide di recarsi a Napoli. Dopo aver percorso i vicoli e le strade principali della città, giunge infine al Mann che gli appare come un tesoro straordinario di antichità. Il giocatore, in pratica, assumendo il ruolo di Michael, può spingersi virtualmente nella conoscenza delle collezioni egizie e di arte classica. Da qui, poi, attraverso specifiche finestre spazio-temporali, può immergersi nella riproduzione di alcuni suggestivi contesti. Un esempio in tal senso è offerto da Pompei, dove è possibile effettuare una visita sia durante i giorni della catastrofica eruzione del 79 d.C. che nel XXI secolo in qualità di turisti, rivedendo così secondo una differente prospettiva i luoghi della città, dapprima coperti dalle ceneri e dalle pomici e successivamente disseppelliti dagli archeologi.

Aspetti tecnici ed obiettivi raggiunti

Da un punto di vista tecnico e grafico, “Father and Son” è realizzato in modalità 2D ed a scorrimento orizzontale. Elementi degni di nota sono le scenografie architettoniche disegnate e dipinte a mano da vari artisti contemporanei. La tecnica in questione è stata scelta per trasmettere al meglio, anche attraverso un mezzo virtuale, le emozioni che nella realtà concreta Napoli ed i siti archeologici campani sanno suscitare in ogni visitatore. Al momento “Father and Son”, sulla base dell’ampio consenso indicato dai suddetti dati statistici, ha raggiunto l’obiettivo che Paolo Giulierini, direttore del Mann, e Ludovico Solima, docente dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, si erano prefissi nel progettare questo videogame. Trattasi del cosiddetto audience engagement, ossia il coinvolgimento di nuove categorie di pubblico, dai tecnici del settore ai semplici appassionati, e soprattutto ragazzi come Michael nelle cui mani è affidato il proseguimento degli studi e delle ricerche archeologiche.

 

 

 

 

 

 

Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.