Fca
Fca (Fiat Chrysler Automobiles) e la sua proposta di fusione con Renault (fonte Il Post)
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La Fca (Fiat Chrysler Automobiles) potrebbe presto dare vita ad una joint venture insieme alla nota casa automobilistica francese

Dai vertici del Lingotto non escludono, comunque, che la proposta possa allargarsi già nel breve futuro ad altri brand extraeuropei, come i giapponesi Nissan e Mitsubishi.

Interessanti prospettive per il nuovo gruppo

Il nuovo gruppo, che nascerebbe dalla fusione tra Fca e Renault, si configurerebbe, da un punto di vista prettamente legale, come una società di diritto con sede in Olanda, con un’eguale ripartizione delle quote azionarie tra i due contraenti. Secondo gli esperti di mercato, se davvero si concretizzasse questa joint venture, il nuovo brand potrebbe sin da subito ottenere ingenti ricavi, collocandosi tra i leader dell’industria automobilistica mondiale: la stima di vetture vendute, infatti, si aggirerebbe attorno agli 8,7 milioni all’anno. Laddove si riuscisse ad integrare nell’accordo anche altri marchi extraeuropei, come ad esempio la nipponica Nissan, le previsioni si farebbero ancora più interessanti, con la possibilità di vendere sul mercato internazionale una quantità di vetture pari ad oltre 15 milioni.

Specializzazione nelle nuove tecnologie

Fca, grazie alla collaborazione con Renault, si specializzerebbe ulteriormente nella produzione di veicoli commerciali nonché nella realizzazione di Suv sempre più sofisticati e nel lancio di vetture con tecnologie Ev, cioè a funzionamento elettrico e dunque ad impatto ambientale sempre più basso. I due marchi, infatti, metterebbero a disposizione tutte le proprie competenze in materia scientifica, tenendo uno sguardo costantemente rivolto alla ricerca ed alla messa a punto di modelli adatti ai gusti di una clientela di portata mondiale.

Renault
Renault è il partner scelto da Fca per una nuova avventura imprenditoriale (fonte Fidauto)

L’assetto societario del nuovo gruppo

Nella proposta di joint venture fatta da Fca, è previsto l’ingresso della nuova società sui tre principali mercati finanziari, rappresentati da Wall Street, Parigi e Milano. Inoltre, il gruppo italo-francese, in attesa di vedere nel più breve tempo possibile l’ingresso anche di altri partner dal Giappone (Nissan, Mitsubishi, ecc), sarebbe governato da un Consiglio d’Amministrazione formato inizialmente da 11 componenti: la maggior parte di essi non dovrebbe appartenere a nessuno dei due brand fondatori, in modo tale da garantire, soprattutto all’inizio, un certo equilibrio a livello di decisioni e scelte politiche. E’ ipotizzabile, dunque, che sia Fca che Renault abbiano un eguale numero di rappresentanti in sede governativa, ai quali si potranno poi affiancare ulteriori consiglieri provenienti da altre case aderenti alla joint venture.

Un obiettivo convergente: vincere una concorrenza sempre più spietata

La nuova proposta di Fca non deve spaventare assolutamente i numerosi dipendenti del gruppo automobilistico operanti sia negli stabilimenti italiani che in quelli esteri. Anzi, in caso di fusione con Renault, le prospettive potrebbero diventare più incoraggianti anche per quanto riguarda il discorso occupazionale. In alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa, l’Amministratore Delegato, Mike Manley, che ha raccolto la pesante eredità del compianto Marchionne, ha indicato in maniera piuttosto semplice e “lapidaria” il motivo che ha indotto il gruppo Fca a scegliere la casa automobilistica transalpina come partner per questa nuova avventura imprenditoriale: “Renault è un partner affine perché vede il futuro come noi”.

Grazie a tale convergenza di obiettivi, dunque, la nuova società, che dovrebbe iniziare ad operare concretamente nel giro di un annetto, potrà tenere testa ad una concorrenza oramai vasta che, tra l’altro, oggi vede la presenza di aziende provenienti da diversi settori industriali: basti pensare al caso di Google, noto brand della tecnologia che si sta specializzando negli ultimi anni nella produzione di veicoli a guida autonoma.

Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.