Socialità, nuovo tema del Festival della Comunicazione di Camogli
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Il tema portante del Festival della Comunicazione  di Camogli 2020 sarà la socialità 

Per questo 2020, il Festival della Comunicazione, ospitato annualmente a Camogli (Città Metropolitana di Genova), si svolgerà a settembre, tra giovedì 10 e domenica 13. 

Il tema scelto per quest’anno sarà la socialità

Come è nato il Festival della Comunicazione di Camogli

L’annuale Festival della Comunicazione è frutto della collaborazione delle menti più brillanti tra le quali anche il compianto Umberto Eco, sei anni fa: nel 2014. 

Discutono di un tema comune, declinato secondo le varie competenze artisti, intellettuali e comunicatori di professioni. 

Tra gli ospiti delle precedenti edizioni possiamo citare lo storico Alessandro Barbero, il giornalista e scrittore Corrado Augias, il conduttore televisivo Piero Angela, il genetista Guido Barbujani, il divulgatore informatico Salvatore Aranzulla e il giornalista Federico Rampini

Il successo è stato subitaneo, passando dalle 20mila presenza per la prima edizione alle 30mila del 2017. 

Adesione alla campagna #Iorestoacasa

A causa del lockdown provocato dal Covid-19, il Festival della Comunicazione ha deciso di partecipare alla campagna del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (Mibact) #iorestoacasa.

Nel sito ufficiale del Festival sono state inserite una scelta degli incontri più interessanti delle edizioni precedenti. 

I temi delle precedenti edizioni

Quali sono state le tematiche affrontate negli anni precedenti? Comunicare (2014); 

Linguaggio (2015); 

Web (2016); 

Connessioni (2017); 

Visioni (2018); 

Civiltà (2019). 

Gli ospiti non tengono soltanto delle conferenze monotematiche ma si confrontano tra loro e con i partecipanti all’iniziativa. Il Festival è poi arricchito da spettacoli, laboratori, mostre ed escursioni. 

Il tema della socialità

La socialità rappresenta, probabilmente, il tratto maggiormente distintivo dell’essere umano. Siamo animali sociali, pertanto siamo portati naturalmente ad intessere rapporti, legami ispirati da “affinità di sentimento e solidarietà tra pari oppure […] da bisogno, interesse o esigenze di difesa in situazioni di conflitto”

La predisposizione a comprendere il prossimo, a dialogare, ad interagire facendo gruppo rappresentano solo alcuni dei forti che hanno permesso all’essere umano, in quanto specie, di primeggiare e colonizzare l’intero globo

La socialità permea le nostre architetture, i nostri stili di vita perfino il nostro modo di rapportarci con il prossimo. 

La mancanza di socialità porta a gravi disturbi psicofisici. 

Un breve racconto

Proprio la mancanza di socialità è centrale in un breve racconto con protagonista Federico II di Svevia

Leggenda vuole che l’Imperatore Federico avesse deciso di conoscere quale fosse stata la lingua madre di tutte le altre. 

Stabilì che dei neonati fossero cresciuti senza che gli si rivolgesse mai la parola, così da poter analizzare quali sarebbero state le prime parole pronunciate senza alcun apporto dall’esterno. 

Tutti i neonati sottoposti al brutale esperimento morirono in breve tempo. Questo perché la socialità è vitale per l’uomo, senza non riusciamo ad essere completamente noi stessi. 

Un Festival, quello di quest’anno, che merita (come sempre) di essere seguito.