Borgo_san_lorenzo,_monumento_al_cane_Fido (Fonte Wikipedia)
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Era il 9 giugno 1958 quando il celebre cane Fido morì dopo aver aspettato il ritorno del suo padrone per 14 anni

Il cane, come sappiamo, è il migliore amico dell’uomo. Una storia del secondo dopoguerra è la dimostrazione perfetta per confermare questa asserzione. 

L’incredibile vicenda di Fido durante la II Guerra Mondiale 

Carlo Soriani, operaio di Borgo San Lorenzo (Provincia di Firenze), non avrebbe mai immaginato, una sera d’inverno del 1941, di trovare un cucciolo ferito nascosto in un fosso. 

Da quel momento, Carlo e Fido (mai nome sarebbe stato più appropriato), sarebbero diventati inseparabili. Fido (per metà pointer inglese) accompagnava il suo padrone, ogni giorno, alla fermata del bus per andare a lavoro e la sera lo aspettava per riaccompagnarlo a casa. 

Qualsiasi tempo facesse, con il sole e con la pioggia. 

La morte dell’amato padrone

Soriani lavorava come operaio alle Fornaci Brunori, uno dei complessi che venne gravemente colpito da un bombardamento alleato il 30 dicembre 1941. 

Anche lui fu tra il numero delle vittime di quella tragica giornata. Fido, allo scuro di tutto, anche quella sera aspettò, alla fermata della corriera, il ritorno del suo amico. 

Un’attesa lunga 14 anni

Un ritorno che non ci fu. Nonostante questo, Fido non demorse e decise di tornare alla fermata tutti i giorni, per ben 14 anni (5000 volte quindi), fino alla sua morte avvenuta il 9 giugno 1958. 

L’eroe del paese 

Ben presto, la storia divenne nota a tutta la cittadina, che rimase profondamente colpita da una dimostrazione così profonda di fedeltà. 

La famiglia di Soriani fu esentata dal pagamento della tassa sul possesso di animali domestici e Fido poté circolare liberamente senza museruola. 

Il 9 novembre, il fedele animale ricevette una medaglia d’oro, alla presenza di tutta la cittadinanza e fu il soggetto di una vera e propria opera d’arte: Monumento al cane Fido, posizionato nella centralissima Piazza Dante. 

FIDO_cane_Italia (Fonte Wikipedia)

Una prima statua fu eretta in maiolica ma dei vandali la distrussero così ne fu realizzata un’altra in bronzo

Molte riviste e giornali si occuparono di questa incredibile vicenda. 

Fido è stato sepolto all’esterno del cimitero comunale, per permettergli di essere finalmente vicino al luogo dove riposa Carlo Soriani. 

Una vicenda veramente commovente. 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.