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Figlio di Eutichio, un nobile romano, Mauro era ancora un ragazzo quando venne offerto dal padre a San Benedetto, che a Subiaco aveva iniziato la sua organizzazione della vita monastica

Un altro patrizio, Tertullo, offrì a sua volta il figlioletto Placido e i due giovani furono fin da principio carissimi a San Benedetto per la loro bontà. Mauro, il maggiore dei due per età, diventò ben presto il suo fidato collaboratore.

Per le preghiere sue e del maestro egli meritò di vedere il diavoletto che, in uno dei monasteri, nell’ora della preghiera tirava sempre per la tonaca un monaco e lo induceva a girovagare fuori di chiesa.

Ma l’episodio che lo rese celebre nella storia dell’ascetica cristiana e religiosa è quello della sua miracolosa obbedienza. San Benedetto vide un giorno che Placido, uscito ad attingere acqua nel lago, sporgendosi incautamente troppo, era stato travolto dalle onde e correva pericolo di annegare.

L’abate allora chiamò Mauro e gli comandò di correre ad aiutare il ragazzino: questi andò immediatamente e, preoccupato soltanto di obbedire, procedette oltre la riva, acciuffò Placido per i capelli e lo ricondusse a terra sano e salvo.

Solo allora si rese conto di aver camminato prodigiosamente sulle acque senza sprofondarvi. Tutto ciò sappiamo con certezza dai Dialoghi di san Gregorio Magno.

Quanto di Mauro si è narrato in seguito, fino ai tempi nostri, deriva da una biografia apocrifa, scritta dall’abate Odone di Glanfeuil nell’863 e presentata come ammodernamento dell’opera di un certo Fausto, discepolo anche lui di san Benedetto a Montecassino che insieme a Mauro avrebbe portato in Francia la regola benedettina.

Non esistono documenti che confermino questo racconto, eppure il paese dell’abate Odone, Glanfeuil, si è poi chiamato Saint Maur sur Loire (san Mauro sulla Loira), e mille anni dopo Mauro, nel 1618, in Francia nacque una congregazione benedettina i cui monaci si chiamavano Maurini.

 

 

A Napoli si dice: “‘A pacienza arriva fin’ ‘a cimma d’ ‘e capille e po’ te lassa“.
La pazienza arriva fino alla cima dei capelli, poi ti lascia.

 

 

Riflessione del giorno:

È più facile trovare uomini disposti a morire che trovare quelli disposti a sopportare il dolore con pazienza.
(Giulio Cesare).

 

 

Casimiro Todicchio