finanziamenti per il mezzogiorno
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La Mediocredito centrale, banca leader del Mezzogiorno nella gestione dei fondi, ha stanziato 62 milioni di euro ai fini della ricerca e dell’innovazione tecnologica, secondo quanto indicato dalla Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI)

Il MIUR, l’università e il Ministero per l’Istruzione hanno assegnato 186 milioni di euro al PON R&I 2014-2020, volto alla creazione di un Fondo di Fondi (FdF) indirizzato alla Ricerca ed all’Innovazione, che potrà eventualmente essere incrementato fino a toccare cifre pari 300milioni di euro complessivi.

Attraverso il Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Innovazione” si cerca di cooperare con la Coesione dell’UE per favorire la rifioritura di zone più svantaggiate.

Il progetto in questione interessa regioni così definite “In Transizione”, come: Sardegna, Molise e Abruzzo, ma anche regioni “In Ritardo di Sviluppo”, come quelle del Mezzogiorno: Calabria, Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia.

In seguito all’incremento del FdF ed alla scelta della procedura di selezione degli Intermediari Finanziari da parte della Banca Europea per gli Investimenti, i quali saranno tenuti ad attuare le procedure per ricevere i Fondi Ricerca e Innovazione, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea dalla BEI un invito a mostrate maggior partecipazione per ricevere le risorse del FdF sia da parte delle otto regioni presenti nel programma, sia dal resto delle altre aree del Paese.

Agli interessati sarà stanziato un fondo iniziale di 62milioni di euro, volto ad attività di ricerca industriale e sviluppo, in accordo con i termini previsti dal PON.

A tal proposito il ministro Claudio De Vincenti afferma che la collaborazione con la BEI offre una nuova possibilità di gestione dei fondi europei e nazionali, in modo da rendere la spesa maggiormente efficace ed efficiente.

Stando alle parole del Vicepresidente della BEI, Dario Scannapieco, saranno assicurate delle risorse supplementari per favorire l’avvio dei nuovi progetti per i quali era già stato previsto il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici.

In parole semplici si tratta di un prestito, a medio-lungo termine (24-84 mesi), erogato per beneficiare lo sviluppo e la ricerca di nuove tecnologie in particolar modo del Sud Italia.

La banca del Sud Italia MCC, scelta dalla BEI (Banca Europea per gli Investimenti), successivamente alla sperimentazione del know-how acquisto, ha rilasciato 62 milioni di euro per incentivare la ricerca e lo sviluppo ad alto contenuto tecnologico nelle 12 aree scelte dalla SNSI, quali: blue growth, aerospazio, chimica verde, fabbrica intelligente, mobilità sostenibile, tecnologie per gli ambienti di vita, creatività e made in Italy, comunità intelligenti, inclusive e sicure, design, energia, tecnologie per il capitale culturale, salute e agrifood.

Inoltre, si è prestata particolare accortezza allo sviluppo del cosiddetto KETs (Key Enabling Technologies), vale a dire il settore delle tecnologie ad alta intensità di conoscenza (high-tech), il quale attualmente risulta essere tra i più produttivi in Europa, che comprende le nanotecnologie, le biotecnologie industriali, i materiali avanzati, la micro/nanoelettronica, le tecnologie avanzate di produzione e la fotonica.

A poter usufruire degli investimenti possono essere sia enti privati che pubblici, ma anche università, pmi e mid-cap.

La MCC ha dichiarato che i progetti a poter beneficiare della quota di denaro dovranno superare una selezione fondata su un’analisi preliminare e successivamente una valutazione tecnico-scientifica, per appurare che siano rispettati tutti i requisiti per essere accettati.

Il finanziamento sarà stanziato solo nel caso in cui sarà verificata l’affidabilità economica-finanziaria sia del soggetto beneficiario che del progetto, oltre che dei beni di proprietà dell’azienda o del privato che possono essere utilizzati come garanzia.

L’Amministratore Delegato di Mediocredito Centrale, Bernardo Mattarella, ha dichiarato che la Banca, attraverso questa iniziativa, non fa che supportare ancora di più i progetti di Ricerca e Innovazione, intervenendo, grazie al contributo offerto dalla BEI, sullo sviluppo e sullo svecchiamento dei vari enti di ricerca, tra cui anche università ed imprese del Sud Italia, rinforzandone la crescita economica.

L’obiettivo ultimo di questa iniziativa è quello di incoraggiare l’offerta di know-how tecnologico e di innovazione, in particolar modo per le aree individuate dalla Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente.

Quello a cui si vuole arrivare, rispettando anche le norme europee previste dalla programmazione 2014-2020, è creare, tramite la collaborazione delle autorità nazionali e regionali, delle vere e proprie “strategie” per impiegare al meglio le risorse volte alla ricerca, allo sviluppo ed all’innovazione, in modo da rendere i risultati ottenuti dei progetti concreti che possano influenzare positivamente il sistema produttivo, rendendolo ancor più competitivo.