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Boom di crisi di coppia in quarantena

La pandemia non ha determinato solo importanti problemi economici ma anche sentimentali, infatti con la fine del lock down si è registrato il boom dei divorzi.

70 giorni di convivenza forzata e gli spazi ridotti degli appartamenti hanno determinato un forte momento di crisi per le coppie.

Potrebbe sembrare un parodosso che la troppa vicinanza abbia generato lontananza, ma così come cantano i Tiromancino nella canzone Liberi “Liberi di scegliere ogni volta… l’amore non finirà se è anche libertà” l’amore è un sentimento alimentato dalla libertà e non dalla presenza costante.

Vicini si, ma non troppo

Avere tanto tempo da trascorrere insieme è il desiderio di tutti gli innamorati, infatti per i neosposi o per chi aveva appena iniziato una convivenza la quarantena è stata quasi una luna di miele. Ma per le coppie che già attraversavano un periodo di difficoltà la situazione è stata ben diversa. I domiciliari forzati hanno fatto emergete similitudini e differenze e quando queste hanno superato di gran lunga le prime molte coppie non sono riuscite a uscirne vittoriose.

Perché un amore possa essere duraturo la presenza è indubbiamente importante, infatti la prima fase del ciclo di vita della coppia viene detta simbiosi e si avverte spontaneamente il desiderio di trascorrere molto tempo con l’amato.

Successivamente però il desiderio è alimentato anche da una giusta dose di assenza, quella distanza necessaria per coltivare interessi personali, relazioni amicali e passioni che permettono di portare novità e stimoli nuovi al rapporto.

Stress e vita di coppia

La quarantena ha reso impossibile mantenere le proprie abitudini di vita, alterando anche l’ecosistema della coppia. È molto probabile che una presenza costante dei partner aggiunta ad una condizione di stress molto forte dovuta alla pandemia e a tutte le preoccupazioni che ne sono dipese, abbia facilitato litigi e controversie.

Tutti sanno che uno stato di stress può riversarsi anche sulla vita di coppia e viceversa, ma in condizioni normali può essere molto utile poter stemperare la tensione uscendo, vedendo gli amici e impegnando le proprie energie nel lavoro e nelle passioni. Tutte risorse che invece sono mancate drasticamente.

Se è difficile distrarsi l’attenzione converge quasi del tutto sulla persona che è in casa con noi e allora via all’esasperazione: i difetti saranno visibili come se fossero cerchiati da un evidenziatore fluorescente, le battute non saranno più motivo di risate ma sciocchezze senza senso e quei gesti bizzarri e tipici diventeranno micce che innescano bombe.

Le decisioni vanno prese con calma

E allora sarebbe bene che prima di prendere delle grandi decisioni sul futuro della coppia ci si concedesse anche il tempo di metabolizzare tutto quello che è successo durante la pandemia. Se fosse un buon vino lo si lascerebbe decantare così che recuperi il suo aroma, assopito dalla prigionia in bottiglia. È probabile che l’osservazione ravvicinata del partner abbia chiarito più che mai che non è la persona per noi. Ma è altrettanto possibile che una situazione così particolare e anomala come quella del Coronavirus abbia esasperato il normale equilibrio psicologico ed emotivo, rendendo difficile essere obiettivi e tolleranti.

Per questo forse prima alla consulenza legale sarebbe consigliabile una consulenza psicologica.

Le crisi non indicano per forza la fine di un amore, possono anche essere momenti di scoperta e di rinascita.