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Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI, ha rilasciato un’intervista al “corriere della sera” in cui vengono posti forti dubbi sul rinnovo del Gran Premio a Monza

Il valore storico del Gran Premio a Monza è fuori discussione. Il presidente dell’ACI, in vista della scadenza del contratto a fine 2019, pone forti dubbi sull’eventuale rinnovo, a causa dei diversi punti di vista delle parti

Il pomo della discordia

Il problema è ovviamente economico. Damiani spiega che l’accordo siglato per l’edizione del GP 2019, prevede un compenso di  24 milioni di dollari; prezzo troppo elevato, a detta del presidente. La richiesta di Liberty Media per il 2020-2024 è pari a 122,5 milioni. Con questi costi, il bilancio dell’Aci sarebbe a rischio.

Dalle dichiarazioni si evince la volontà di continuare una collaborazione che ha segnato un’epoca. Ma, continua il presidente, senza l’apporto della regione Lombardia (con cui vengono condivise le spese dell’organizzazione dal 2017), non sarebbe mai stato possibile curare l’evento. Damiani conclude affermando che non è plausibile permettere alla società di correre un tale rischio.

GP storici: fronte comune

Far quadrare il bilancio, per gli storici organizzatori dei GP, diventa sempre più difficile; ad alimentare questa situazione, vi è anche l’arrivo dei nuovi Gran Premi (Vietnam 2020) . Per far fronte a questa problematica, i pomoter di 16 GP su 21 in calendario, hanno unito le forze, condividendo un docuvideo in cui si chiede a Liberty Media un notevole adeguamento dei termini contrattuali.

Essi hanno battuto soprattutto su 2 punti: non aggiungere nuove gare a discapito di quelle già in programma; revisione degli accordi sui diritti televisivi. Dal canto suo, l’azienda statunitense, ha dichiarato che non c’è la volontà di abbandonare gli storici Gp.