Fortnite, un grande successo planetario che attira hacker
Fortnite, un grande successo planetario che attira hacker
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Scongiurato pericolo di hackeraggio da parte di pirati informatici che volevano utilizzare Fortnite per i loro deleteri scopi

Il celebre videogame Fortnite, rivelazione del 2018, sta avendo un grandissimo successo in tutto il globo. Agli inizi di questo nuovo anno gli utenti che lo utilizzano sono all’incirca 80 milioni. Un numero così elevato di videogamer non poteva non attirare l’attenzione degli hacker.

La cyber security, come abbiamo ricordato in un precedente articolo giusto ieri pomeriggio, è di fondamentale importanza in un mondo come il nostro, dove la connessione informatica ci collega l’un l’altro ormai da tempo.

Attacco informatico (scongiurato?)

Una tra le maggiori aziende di sicurezza informatica al mondo, l’israeliana Check Point Software Technologies Ltd., ha prima individuato e poi scongiurato (speriamo definitivamente) una serie minaccia di attacco hacker di cui sarebbero stati vittime gli appassionati di Fortnite, concepito da People Can Fly e Epic Games (proprietà di quest’ultima).

Tel Aviv, centro dell'informatica israeliana
Tel Aviv, centro dell’informatica israeliana

A causa di falle presenti nel sistema di sicurezza, erano stati messi in pericolo i dati informatici degli utenti: dagli estremi delle carte di credito alle informazioni personali. Alla scoperta del pericolo la multinazionale israeliana ha informato la Epic Games, che è corsa immediatamente ai ripari.

Il tipo di pericolo

Per essere vittima del raggiro, l’utente deve clickare su un link di phishing apparentemente inviato da Epic Games, ma in realtà di provenienza hacker.

Per questo motivo la cosa migliore da fare, come consigliano gli esperti, è legare l’abilitazione dell’autenticazione a due fattori (per limitare al minimo ogni tipo di rischio) e stare sempre attenti ai link che si cliccano.

Check Point Software Technologies Ltd.

La Check Point Software Technologies Ltd. fu fondata a Ramat Gan (Israele), nel 1993 da Shlomo Kramer, Gil Shwed e da Marius Nacht. I laboratori di ricerca sono situati in Bielorussia e in Israele. Oltre all’Europa e a all’Asia, la Check Point ha uffici negli Stati Uniti d’America, in California e in Texas.

Per questo motivo la multinazionale israeliana si percepisce come azienda binazionale.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.