Frozen
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Con Frozen da oggi conservare il cibo surgelato sarà molto più sicuro

No, non è il titolo del celebre cartone della Disney, ma un sensore che permette di verificare se i prodotti surgelati sono stati mantenuti alle temperature idonee per poi essere consumati.

La catena del freddo

L’insieme delle corrette procedure di congelamento di un alimento è, in termini tecnici, chiamato catena del freddo. Questo processo è obbligatoriamente utilizzato (seguendo le norme dell’HCCP) da tutte le aziende produttrici di alimenti che dovranno essere sottoposti al surgelamento.

La catena del freddo permette di mantenere gli alimenti pressoché inalterati dal punto di vista qualitativo ed esenti da rischi di intossicazioni alimentari. Affinché un alimento mantenga queste caratteristiche,  la temperatura deve essere uguale o inferiore a -18°C dalla produzione fino alla vendita.

Il problema

Di tanto in tanto, le cronache fanno riferimento a intossicazioni causate da alimenti mal conservati. Ciò è dovuto al fatto che anche 20 minuti di interruzione della catena del freddo sono sufficienti affinché vi sia un’alterazione della temperatura.

Quindi, chi ci dice che un prodotto surgelato ha mantenuto stabile la sua temperatura dal momento della produzione a quello di arrivo nel nostro carrello? Qui entra in gioco Frozen!

Frozen

Frozen–Thermal History Indicator, sviluppato dalla E.O.S. di Stefano Maccagnani è un piccolo sensore che è stato presentato all’ultima Maker Faire.

Il sensore è un indicatore tempo-temperatura che, applicato sulla confezione del surgelato, è in grado di tenere traccia delle variazioni di temperatura subite dal prodotto rendendo evidenziabili le anomalie della temperatura.

Attualmente Frozen è in fase di sviluppo, ma già i test condotti sul prototipo avrebbero fornito buoni risultati.

Come funziona

Il sensore Frozen, una volta applicato sulla confezione di un alimento surgelato, cambia colore a seconda dello stato di conservazione. Il verde, indica una buona conservazione del prodotto, mentre colorazioni che vanno dall’arancione al rosso indicano variazioni di temperatura più o meno gravi in corrispondenza con l’interruzione  della Catena del freddo. Pertanto, colori diversi dal verde indicano la compromissione della qualità del prodotto.

Come detto in precedenza, bastano 20 minuti perché la temperatura vada fuori norma e Frozen, essendo a contatto con la confezione, è in grado di rilevare anche le minime variazioni di temperatura. Inoltre, venendo in contro agli ecologisti, ma anche per questioni di sicurezza alimentare, il sensore è stato realizzato con sostanze innocue e bio-compatibili.

Altri utilizzi

Oltre ai prodotti alimentari, Frozen potrebbe in futuro essere utilizzato anche in altri campi come, per esempio, con i prodotti farmaceutici. Quest’ultimi, infatti, spesso per mantenere le proprietà farmacologiche devono necessariamente essere conservati e trasportati a temperature ridotte.

Il dispositivo una volta in commercio non sarebbe nemmeno molto caro: “In sé costa pochi centesimi di euro – spiegano alla E.O.S. – e ovviamente il costo diminuirebbe in base al numero prodotto/quindi di per sé non inciderebbe di molto sul costo del packaging».

Staremo a vedere gli sviluppi di questo sensore che oltre ad essere economico potrebbe giovare alla salute delle persone.